Lula vittorioso non teme il Congresso a maggioranza di destra: "l'ha scelto il popolo" e con il popolo governerò
Ci voleva proprio l’«ottimismo della volontà» di gramsciana memoria per immaginare la nuova vittoria del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva dopo che l’avversario, Flávio Bolsonaro, l’aveva battuto al primo turno il 4 ottobre scorso con una differenza di 1,87 punti percentuali, cioè uno scarto di poco più di 2,2 milioni di voti. Invece ieri, 25 ottobre, lo scarto ha penalizzato Bolsonaro, perché al ballottaggio Lula ha preso 4,4 milioni di voti in più del candidato dell’estrema destra, pari a 3,58 punti percentuali, .
Sono stati 64.256.232 di voti, pari al 51,79% delle schede valide, a determinare il successo del presidente contro i 59.826.041, ovvero il 48,21%, del suo rivale. Lula ha guadagnato 10,4 milioni di voti in più rispetto al primo turno, mentre il senatore ne ha aggiunti circa 3,7 milioni. Entrambi i candidati hanno cercato di recuperare parte dei 9,3 milioni di voti ottenuti dai candidati eliminati (erano 13 in tutto il 4 ottobre), ma anche di mobilitare gli elettori che non avevano partecipato al primo turno, quando l’astensione era stata di 33 milioni di brasiliani, il 21,08%. Il 25 ottobre l’astensione si è ridotta al 19,2%, con un incremento di 3 milioni di votanti.
Lula a partire a gennaio varerà il suo quarto mandato, un’eccezione nella serie presidenziale del Paese, ma la composizione del Congresso non sarà a suo favore. il prossimo governo. I partiti di destra hanno 303 dei 513 seggi della Camera dei Deputati, contro i 124 della sinistra e gli 86 del centro. Al Senato, poi, la destra ha il controllo di quasi due terzi dei seggi.
«La distribuzione dei governatorati – spiega Infobae (26 ottobre) – costringerà Lula a cercare accordi al di fuori della sua base politica per portare avanti le sue proposte e sostenere le priorità del suo governo. La mappa dei governi statali riflette anche la presenza del campo conservatore: il Partito Liberale (PL) di Bolsonaro ha vinto cinque governatorati; i Repubblicani e il Partito Progressista (PP) ne hanno vinti quattro ciascuno; e il PT altri quattro. Il Partito Socialdemocratico (PSD) ne ha vinti cinque».
La parola a Lula
L’eletto però non si lascia intimidire: «Alcuni dicono già che avrò molte difficoltà a governare perché il Congresso è troppo conservatore. Non ho scelto io il Congresso, l'ha scelto il popolo, ed è con loro che lavorerò per far approvare le leggi», ha affermato nel suo primo discorso dopo la vittoria (di cui riferisce con una certa dovizia Brasil de fato nella nottata di ieri 25/10). «Posso garantire – ha aggiunto – che cambieremo il modo in cui questo Paese viene governato. Coinvolgeremo maggiormente i cittadini nelle nostre decisioni. La comunicazione digitale occuperà un posto di rilievo nel mio governo». «Una volta vinte le elezioni, non abbiamo più avversari. Devo governare per 215 milioni di persone», è stato il suo sigillo.
Ha tuttavia voluto commentare il processo elettorale: «In queste elezioni, abbiamo dovuto contrastare le interferenze esterne, provenienti dalle piattaforme digitali, che dovremo regolamentare. È impossibile ignorare che i crimini nel mondo digitale debbano essere trattati allo stesso modo dei crimini nella vita reale. Non possiamo permettere che aziende enormi e mostruose, che guadagnano miliardi e non pagano tasse a questo Paese, cerchino di manipolare l'esito elettorale».
«Queste elezioni – ha sottolineato – sono state una sconfitta per il negazionismo, per le menzogne, e vi confesso che ogni volta che andavo al dibattito mi sentivo in imbarazzo, perché ho dibattuto con molte persone, ho partecipato a molte elezioni, incontro ogni anno i BRICS, il G20, il G7, discuto le principali questioni del mondo, ma non avrei mai pensato di trovarmi faccia a faccia con un vero rappresentante del comportamento paramilitare di questo Paese».
Il presidente si è anche pronunciato sulle priorità per il prossimo governo, l'ampliamento delle politiche di assistenza alla popolazione anziana, la valorizzazione del ruolo delle donne, l'istruzione pubblica e il rafforzamento del Sistema Sanitario Unificato (SUS). «Devo governare per 215 milioni di persone, di tutte le età, ma nel prossimo mandato prenderò molto seriamente la politica di assistenza agli anziani», ha dichiarato. Nel campo dell’educazione, ha precisato, «vogliamo universalizzare la frequenza scolastica a tempo pieno nelle scuole superiori, creeremo un programma di previdenza universitaria in modo che nessun giovane, uomo o donna, abbandoni gli studi perché deve lavorare». E ha segnalato un particolare obiettivo: «Insegneremo più matematica e ingegneria perché non voglio dipendere dall'intelligenza artificiale americana o cinese; voglio crearne una brasiliana».
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