Brasile: voci sui tentativi di Bolsonaro di manipolare le presidenziali di domenica
Ultime ore di campagna elettorale in Brasile per il ballottaggio delle elezioni presidenziali, che avverrà domenica prossima, 25 ottobre. Il primo turno, il 4 ottobre, ha visto vittorioso, per meno di 2 punti percentuali, il candidato dell’estrema destra Flávio Bolsonaro sul presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva. Che però forse può ancora vincere se è vero che recenti sondaggi lo danno come preferito.
Tanto più che gravano sul senatore, figlio dell’ex presidente Yair Bolsonaro riconosciuto colpevole del tentato golpe di Stato dell’8 gennaio 2023, due indagini giudiziarie, una per corruzione e una per riciclaggio. Ma ci sarebbe dell’altro: “Flávio Bolsonaro ha versato 600.000 reais a un'azienda che vende un sistema di intelligenza artificiale per manipolare le elezioni”, titola il 16 ottobre il periodico The Intercept Brasil, e «anche il Partito Liberale [di Bolsonaro] ha dichiarato di aver versato 131.900 R$ alla stessa azienda», la Elytron Cybersecurity, società di sicurezza informatica brasiliana con sede a San Paolo.
Elytron, secondo The Intercept, «avrebbe offerto un'operazione clandestina per mappare gli elettori, creare account falsi, diffondere menzogne e screditare gli avversari. La campagna di Flávio ed Elytron negano di aver offerto o commissionato servizi illegali».
Informa The Intercept che i «documenti relativi all'operazione», tutti visibili sul sito, sono stati forniti «dall'imprenditore e tecnologo americano Vincent Edward Reed, che ha lavorato come consulente per Elytron tra il 2024 e il 2025 e ha fatto da intermediario per presentare il sistema a persone legate alla campagna presidenziale di Donald Trump nel 2024: la tecnologia è stata mostrata ai repubblicani, ma non vi è alcuna conferma di un contratto».
«Le accuse di Reed contro Elytron – continua – rappresentano un nuovo elemento di preoccupazione riguardo alla manipolazione politica tramite i social media e alle possibili interferenze nelle elezioni brasiliane. La questione ha acquisito slancio dallo scorso anno a causa degli stretti legami della famiglia Bolsonaro con Trump e dell'adozione di misure da parte del governo statunitense contro il Brasile, culminate nella condanna dell'ex deputato federale Eduardo Bolsonaro per il reato di coercizione, dopo essere stato accusato di aver orchestrato ritorsioni contro il Paese e i ministri della Corte Suprema Federale (STF)».
The Intercept ha contattato lo staff della campagna di Flávio Bolsonaro, che ha risposto di «non stipulare alcun contratto per servizi che violino la legislazione elettorale» e ha definito grave, e con un «chiaro pregiudizio politico», il «tentativo di associare l'affidamento esclusivo di un servizio di sicurezza informatica per proteggere i sistemi di comunicazione dagli attacchi informatici a pratiche di manipolazione politica». L'ufficio stampa ha inoltre sottolineato che la stipula del contratto ha seguito le normali procedure.
I servizi descritti sono la “consulenza informatica”, con riferimenti generici ad attività quali “supporto forense”, “indagine sul phishing”, “test di sicurezza”, “monitoraggio delle infrastrutture”, “indagine Pishing". Si segnala che probabilmente si tratta di un errore grammaticale per “phishing”, un tipo di attacco informatico volto all'estrazione di dati.
Secondo DivulgaCand, il sistema del Tribunale Elettorale in cui i candidati dichiarano le proprie spese, «la campagna elettorale di Flávio – riferisce il sito – ha versato a Elytron un totale di 600.000 R$. Sono state emesse tre fatture dalla società. Due di queste, da 500.000 R$ ciascuna, sono datate 16 settembre 2026, ma una risulta annullata. La terza fattura è datata 2 ottobre e ammonta a 100.000 R$». Tuttavia, nel rendiconto parziale presentato al Tribunale Elettorale alla fine di settembre, la campagna di Flávio ha dichiarato spese per 1 milione di R$ con Elytron.
Reed, leggiamo ancora, «ha denunciato il piano all'FBI, alla Polizia Federale degli Stati Uniti e alla Commissione di Vigilanza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, ma le indagini non hanno portato a nulla».
*Foto ritagliata di Beto Oliveira / Câmara dos Deputados tratta da Commons Wikimedia, immagine originale e licenza
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