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La maggioranza di destra boccia lo stop al commercio di prodotti israeliani provenienti dai territori occupati

La maggioranza di destra boccia lo stop al commercio di prodotti israeliani provenienti dai territori occupati

Ieri 3 novembre, alla Camera dei Deputati, la maggioranza di destra ha bocciato la proposta di legge che vieta l'importazione e la pubblicità di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani illegali nel Territorio palestinese occupato (v. Adista Notizie n. 18/26). Presentata dai deputati Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein, l’iniziativa legislativa – nata grazie al supporto di una coalizione di oltre 20 organizzazioni della società civile e per i diritti umani, tra cui Amnesty International Italia, COSPE e Rete Italiana Pace e Disarmo – prevedeva anche il rafforzamento dei controlli doganali, il blocco cautelativo delle merci sospette di provenire dagli insediamenti illegali e sanzioni per i soggetti che violano i divieti.

«È una scelta grave, politica e morale», ha commentato Bonelli (AVS). «La Corte internazionale di giustizia – ha ricordato – con il parere del luglio 2024 ha chiarito che gli Stati hanno l'obbligo di non riconoscere né sostenere la presenza illegale di Israele nei territori occupati, anche attraverso le relazioni economiche e commerciali. Non si tratta di un'opinione: è diritto internazionale. Dodici Paesi europei, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Irlanda e Belgio, si sono già mossi in questa direzione. L'Italia di Meloni resta ferma, e oggi ha deciso di restarlo ancora».

E dunque «con questo voto la destra italiana – osserva il deputato – si rende complice di un governo criminale, quello di Netanyahu, che autorizza le violenze e gli omicidi dei coloni nei Territori palestinesi e arresta chi raccoglie le olive nella propria terra. In Cisgiordania i coloni bruciano raccolti, distruggono uliveti, cacciano famiglie dalle loro case: tra gennaio e agosto 2026 si contano oltre 1.600 attacchi contro le comunità palestinesi. L'economia palestinese ha perso più di 170 miliardi tra il 2000 e il 2024. Ogni prodotto delle colonie venduto sui nostri scaffali finanzia questa violenza e questa annessione strisciante».

«Cosa c'è di più urgente che sanzionare i criminali del governo di Netanyahu?», si chiede retoricamente Bonelli. «Negare l'urgenza significa sostenere l'occupazione illegale e violenta dei coloni sostenuti dal governo israeliano. Questa legge nasce dal lavoro di oltre venti organizzazioni della società civile della campagna “Stop al commercio con gli insediamenti illegali”, che ringrazio», ha voluto sottolineare, e «non ci fermeremo», ha promesso: «continueremo a batterci in Commissione Esteri e in Aula perché venga approvata, e chiediamo al governo Meloni di dire con chiarezza da che parte sta, se dalla parte del diritto internazionale o da quella di chi lo calpesta».

*Foto ritagliata tratta da Commons Wikimedia, immagine originale e licenza

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