Nessun articolo nel carrello

Pax Christi: «I morti si piangano, non si usino»

Pax Christi: «I morti si piangano, non si usino»

ROMA-ADISTA. «Il 4 novembre ricordiamo la fine della Prima guerra mondiale: "inutile strage". Ricordiamo i morti: solo per l’Italia 650.000 militari e circa 589.000 civili», scrive Pax Christi in una nota.

«“Possano le lacrime di tante madri, di tanti bambini, di tanti anziani toccare le coscienze di chi ha potere di far tacere le armi!”, ci ha ricordato Pppa Leone il 2 novembre. Non possiamo piangere i morti e contemporaneamente accettare la continua e incalzante propaganda di guerra. Fare memoria di chi è stato ucciso sia monito per rinnovare l’impegno ‘mai più la guerra’. Sia una occasione per ripudiarla, come ci chiede la nostra Costituzione! Non per ripetere ma, come ha detto più volte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, "Si vis pacem para bellum". È pura ipocrisia ricordare i morti e preparare la guerra, investire nella guerra, fare continua propaganda di guerra.

Vogliamo ricordare non solo i morti ‘caduti’ in guerra, ma anche i ‘disertori’, alcuni uccisi direttamente sul posto con le decimazioni volute dal generale Cadorna (difficile conoscerne il numero), altri, più di 4.000, condannati a morte. Proprio nella loro memoria rinnoviamo il nostro impegno in ogni settore, per dire no alla guerra, alle ‘folli’ spese per gli armamenti, alla presenza dell’esercito nelle scuole e a tutto ciò che porta il nostro Paese verso una guerra.

Siamo con le migliaia di giovani che hanno manifestato per ribadire che vogliono poter andare a scuola, non a fare la guerra. Siamo con i portuali che, con lo sciopero dello scorso 30 ottobre, hanno rinnovato la loro scelta di non voler essere complici con la guerra, coinvolgendo 22 Paesi, 5 continenti e 113 porti, di cui nove italiani.

Abbiamo da poco lanciato, insieme ad altre associazioni, la Campagna “Sollevati. La coscienza non si arruola”, per raccogliere dichiarazioni preventive di obiezione di coscienza, soprattutto da parte di giovani, ancor prima che possa arrivare loro la cartolina di chiamata alle armi. Come ogni anno, abbiamo in programma la Marcia per la Pace, la sera del 31 dicembre: quest’anno sarà a Cuneo, preceduta il giorno prima da un convegno, dove si approfondiranno tutti questi temi. Ci aiutano, per essere credibili e non ipocriti, le parole di papa Leone alla Sapienza di Roma, lo scorso 14 maggio: “Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami difesa un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”. Rifiutiamo la guerra, gridiamo la speranza».

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.