La riforma dell'azione esterna UE: perché il nuovo strumento "Europa Globale" allarma la cooperazione
Il NDICI-Global Europe (Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument, in italiano "Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale") è il principale strumento finanziario per gestire l'azione esterna dell’Unione Europea nel bilancio 2021-2027. Istituito nel 2021, il NDICI nasce per accorpare in un unico fondo una decina di strumenti prima autonomi (come il Fondo Europeo di Sviluppo o lo Strumento per la democrazia e i diritti umani). Questa unificazione è stata dettata dall'esigenza dell'Unione di ridurre burocrazia e frammentarietà, garantendo maggiore flessibilità — soprattutto nella gestione della "riserva d’emergenza" — e accrescendo l’efficacia geopolitica dell'UE.
Per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF 2028-2034), la Commissione Europea propone di ridisegnare ulteriormente l’azione esterna, radunando in un unico regolamento il NDICI e gli altri strumenti correlati. Ma «la proposta della Commissione per il nuovo strumento Global Europe 2028-2034 nasconde una trasformazione profonda e per certi versi silenziosa del modello con cui l'UE intende rapportarsi al resto del mondo», denuncia Info Cooperazione, community italiana della cooperazione internazionale e della sostenibilità.
La Commissione propone oltre 200 miliardi per l'azione esterna 2028-2034 (il 90% in più rispetto al ciclo precedente), spiega il portale, oltre a 100 miliardi a parte per l'Ucraina. L'aumento dei fondi nasconderebbe però un cambio di paradigma: la cooperazione si orienta alla tutela degli interessi geopolitici ed economici delle imprese europee.
Inoltre, si supera il NDICI accorpando tutto in un unico strumento su base geografica. Scompaiono i programmi tematici e si azzerano i target quantitativi di spesa (clima, genere, sviluppo umano), aumentando la discrezionalità a scapito della prevedibilità.
Infine, Info Cooperazione sottolinea una grave condizionalità migratoria: i fondi ai Paesi terzi potranno infatti essere sospesi in assenza di cooperazione sui rimpatri.
Scopri l’analisi e le richieste della cooperazione italiana
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