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SIPRI: la spesa militare globale erode l'aiuto allo sviluppo. Generando nuova insicurezza

SIPRI: la spesa militare globale erode l'aiuto allo sviluppo. Generando nuova insicurezza

Mentre nel mondo la spesa militare tocca record sempre nuovi e sempre più allarmanti, l’aiuto pubblico ufficiale ai Paesi a basso reddito cala drasticamente, proprio in un momento in cui le esigenze umanitarie e di sviluppo aumentano sensibilmente a causa di guerre, violenze, povertà e crisi climatica. Secondo il nuovo rapporto pubblicato il 27 ottobre dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) questa tendenza espone il pianeta a «gravi conseguenze per la sicurezza umana e la stabilità politica». Eppure, questo crescente divario tra bisogni umanitari e aiuto pubblico «potrebbe essere colmato impiegando solo una piccola frazione delle risorse destinate alla nuova spesa militare», che nel mondo «ha raggiunto lo scorso anno la cifra record di 2,9 mila miliardi di dollari, pari al 2,5% del PIL mondiale».

Secondo l'OCSE, l'indicatore ODA (“Official Development Assistance”, in Italiano “Aiuto Pubblico allo Sviluppo”) è in calo dal 2024, con i tagli più gravi su infrastrutture e sanità. Secondo il SIPRI i primi segnali della frenata si registrano in realtà già nel 2021, perché nel corso degli anni seguenti una parte consistente dell’ODA è stata gonfiata dagli aiuti all'Ucraina e dai costi dell'accoglienza dei rifugiati.

«Gli Stati benestanti in Europa e non solo hanno aumentato drasticamente la spesa militare in risposta alle crescenti minacce belliche. Tuttavia, ciò ha coinciso con pesanti tagli ad altre voci di bilancio, tra cui gli aiuti allo sviluppo e umanitari. Ciò rischia di generare un'insicurezza diffusa per le popolazioni e gli Stati che dipendono dagli aiuti», ha dichiarato il ricercatore del SIPRI Xiao Liang. «Tutti i segnali indicano che la spesa militare continuerà a crescere per diversi anni a venire, esercitando un'ulteriore pressione sull'ODA e su altre priorità di bilancio». Nel caso specifico di due Paesi europei analizzati – Germani e Regno Unito – il taglio dell’aiuto pubblico allo sviluppo è stato giustificato pubblicamente proprio con la necessità di far fronte a sempre nuove spese militari. Eppure, spiega ancora Xiao Liang, «la sola capacità militare non garantisce la sicurezza. Gli aiuti allo sviluppo consentono di intervenire sulle cause di fondo dell'instabilità e dovrebbero quindi essere considerati complementari alla spesa militare, non in competizione con essa».

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