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Venezuela: tavolo di dialogo fra chavismo e opposizione per ricostruire il Paese

Venezuela: tavolo di dialogo fra chavismo e opposizione per ricostruire il Paese

Si è conclusa ieri 12 agosto, dopo 5 ore di colloqui, la prima tornata dei lavori del tavolo di dialogo fra il governo venezuelano e un gruppo di opposizioni. Il tavolo è stato formalmente istituito il 6 agosto, quando le due delegazioni hanno sottoscritto i principi di rispetto per la sovranità nazionale, la negoziazione in buona fede e la ricerca di benefici per il Venezuela, una soluzione politica, pacifica, democratica e costituzionale, il riconoscimento e il rispetto tra le parti, l'uguaglianza politica e il trattamento paritario al tavolo. L’annuncio del tavolo è stato dato sull’account Telegram ufficiale dell’Assemblea Nazionale: «Oggi – si leggeva –abbiamo avviato il processo che traccerà il percorso verso la democrazia e la reistituzionalizzazione del Venezuela tra i membri dell’Assemblea Nazionale del 2015 e i rappresentanti del governo ad interim. Stiamo lavorando con fermezza per la libertà e la democrazia per i venezuelani».

A capo della delegazione dell'opposizione c'è Dinorah Figuera. Ex parlamentare, ha guidato il gruppo parlamentare dell'opposizione che nel 2015 aveva ottenuto la maggioranza nell'Assemblea Nazionale, ma i cui risultati erano stati respinti da Nicolás Maduro, arrestato dagli Stato Uniti e ivi deportato all’inizio di gennaio di quest’anno. L’altra delegazione è guidata dal capo del parlamento del regime, Jorge Rodríguez, fratello del capo del governo ad interim, Delcy Rodríguez, incaricata dal Tribunale Supremo di Giustizia del Paese in sostituzione di Maduro, del quale era vicepresidente, e “scelta” da Donald Trump per la transizione.

Il comunicato del 12 agosto informa che le due parti hanno raggiunto due accordi: dare priorità agli aiuti alle vittime dei forti terremoti del 24 giugno e promuovere riforme del sistema giudiziario.

In merito ai terremoti del 24 giugno (6.300 morti e ingenti danni materiali), l'accordo prevede che entrambe le parti collaborino a programmi di alloggi, elettricità, assistenza sanitaria e rimozione delle macerie. Per questi fondi cercheranno di recuperare l'oro venezuelano depositato presso la Banca d'Inghilterra. «Entrambe le parti - si legge nella dichiarazione - concentreranno i propri sforzi sulla promozione del recupero delle riserve valutarie internazionali del Venezuela presso la Banca d'Inghilterra, istituendo meccanismi di trasparenza, tracciabilità e verifica per il loro utilizzo efficiente, al fine di garantire il benessere di tutte le persone colpite».

Per quanto riguarda il sistema giudiziario, «le delegazioni del chavismo e dell'opposizione hanno concordato – informa la CNN del 12/8 – di avviare un processo di trasformazione, basato su quattro punti: 1) riforme della Legge organica della Corte suprema di giustizia (TSJ) e di altre leggi; 2) rinnovamento e ampliamento della commissione che esamina e presenta le candidature per le posizioni nella magistratura; 3) definizione di un nuovo percorso per il rinnovo di tutti i magistrati della TSJ; e 4) creazione di un consiglio che esamini le credenziali e i requisiti dei candidati».

L'incontro, come tutti quelli tenutisi finora da 6 agosto, si è svolto a porte chiuse presso l'hotel Gran Meliá Caracas, dove in precedenza si era tenuta una protesta dei membri del sindacato che chiedevano lo svolgimento delle elezioni presidenziali quest'anno. La società civile sembra per ora esclusa dal dialogo. Finora, l'unica notizia emersa è che la delegazione dell'opposizione ha ricevuto nei giorni scorsi diversi gruppi di attivisti e rappresentanti della società civile che hanno auspicato l'inclusione nel dialogo della libertà di espressione, il rilascio dei prigionieri politici, l'aumento di stipendi e pensioni e altre questioni.

I colloqui sono sponsorizzati da Washington: «Questi colloqui diretti rappresentano un'opportunità unica. Apprezziamo gli sforzi volti a rispondere ai bisogni urgenti delle persone colpite dai terremoti del 24 giugno, ad ampliare le libertà politiche e a promuovere un futuro più stabile e prospero per il popolo venezuelano», ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato. Il processo farebbe parte del piano in tre fasi definito da Washington, il quale comprende la stabilizzazione del Venezuela, la ripresa economica e una transizione democratica. 

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