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Dal parere «positivo» del Consiglio di Lavori Pubblici tutte le falle del progetto Ponte sullo Stretto

Dal parere «positivo» del Consiglio di Lavori Pubblici tutte le falle del progetto Ponte sullo Stretto

«Siamo pronti a denunciare alla Corte di Giustizia europea la vicenda del ponte sullo Stretto: stanno forzando regole, procedure e valutazioni tecniche pur di andare avanti a ogni costo con un’opera da 14,5 miliardi di euro». Così in una nota di ieri 12 agosto, Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, secondo cui «il parere del Consiglio dei Lavori Pubblici smentisce clamorosamente la propaganda di Salvini e della destra, che pochi giorni fa parlavano di vittoria e di via libera. Nelle 353 pagine ci sono oltre cento prescrizioni e raccomandazioni su questioni decisive: rischio sismico, geologia, fondazioni, materiali e aggiornamento delle indagini. È quello che denunciamo da tempo: si vuole costruire un’opera gigantesca su un progetto vecchio, con studi e informazioni che risalgono a decenni fa».

«Il capitolo sismico è particolarmente grave – rileva Bonelli –: vengono richiesti nuovi approfondimenti sulla domanda sismica, sulla sorgente del terremoto del 1908, sulle fondazioni delle torri e sul comportamento dell’opera in condizioni estreme. Altro che progetto pronto e sicuro. Ora il Governo non può più nascondersi dietro gli slogan. Se Meloni e Salvini continueranno a piegare le procedure alla propaganda, porteremo il loro operato davanti alla Corte di Giustizia europea. Spendere 14,5 miliardi in queste condizioni, mentre si ignorano le vere priorità del Paese, è irresponsabile».

In effetti il Consiglio dei Lavori Pubblici emette parere favorevole solo alla prosecuzione dell’iter per il ponte, non dà il via libera all’esecuzione dell’opera. «Il significato del parere è positivo – si legge sul portale Ingenio (portale tecnico per ingegneri, architetti e operatori del mondo delle costruzioni) – perché riconosce nel progetto la base sulla quale continuare a lavorare. Al tempo stesso, costruisce intorno a quella base un sistema ordinato di studi, prove sperimentali, verifiche e controlli che potranno accompagnare l’intera vita dell’opera: dal passaggio al progetto esecutivo fino alla costruzione, al collaudo e alla gestione».

Il governo per giungere al più presto alla fase esecutiva del manufatto aveva approvato un decreto ad hoc per consentire alla Società Stretto di Messina di procedere per stralci.

È a questo procedimento per stralci lo stop posto dal Consiglio all’avvio dell’esecuzione del ponte (con una campata unica di 3.300 metri pone sfide tecniche e ingegneristiche mai affrontate prima): è necessario elaborare, sostiene, un quadro d’insieme scientifico, tecnico, organico e completo di tutta l’opera per ottenere il quale il Consiglio fornisce una road map indispensabile di continue verifiche fase per fase riguardo alle oltre cento tra prescrizioni e raccomandazioni vincolanti che mettono in luce la necessità di apportare profonde revisioni prima di poter avviare la fase esecutiva. Il Consiglio dei Lavori Pubblici, leggiamo ancora su Ingenio, «non si limita a elencare prescrizioni e raccomandazioni, ma le colloca nelle diverse fasi di avanzamento del progetto e dell’avanzamento dell’opera, indicando quando ciascuna attività tecnico-scientifica dovrà essere sviluppata e verificata. È una scelta metodologica che trasforma il parere in uno strumento operativo per accompagnare il Ponte lungo l’intero percorso».

Le falle più preoccupanti del progetto (ne indichiamo alcune) sono, secondo il Consiglio, di ordine sismologico e geologico: non è chiaramente definita la sorgente sismogenetica legata al devastante terremoto del 1908; «non è stata, né menzionata, né valutata, l’affidabilità della struttura con riferimento ai suoi stati limite»; «buona parte» dei dati geologici presi in esame dal progetto risale ad alcune decine di anni fa; manca la documentazione relativa alle verifiche sulle strutture di fondazione delle torri, blocchi di ancoraggio, opere terminali e sotto-strutture del viadotto; servono dati più approfonditi relativamente ai carotaggi e analisi di tutti i viadotti, gallerie, intersezioni delle opere di collegamento sia sul versante siciliano che su quello calabrese; sui materiali di costruzione e l’ingegneria di dettaglio, si raccomanda di «valutare con particolare attenzione se le classi di esecuzione assunte richiedano l’impiego di acciai con specifiche condizioni di fornitura».

Il ministro delle infrastrutture Salvini, il governo Meloni, la Società Stretto di Messina hanno un bel vantare che il parere del Consiglio dei Lavori Pubblici è «positivo», che la fase esecutiva inizierà entro la fine dell’anno: sospeso non è solo il lungo ponte, ma ancora per molto la posa della prima pietra.

*Foto ritgliata di MarcoCrupi tatta da Commons Wikimedia, immagine originale e licenza

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