Nessun articolo nel carrello

Ancora in sospeso il ponte sullo Stretto di Messina: via libera e criticità

Ancora in sospeso il ponte sullo Stretto di Messina: via libera e criticità

Nell’affare del tanto agognato ponte sullo Sretto di Messina non si può negare a Matteo Salvini la qualità dell’“ottimismo della volontà”: esulta per il via libero del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per avviare il passaggio alla progettazione esecutiva del manufatto, ma non s’avvede, o meglio non parla, delle prescrizioni cui bisogna rispondere prima che questo via libera diventi por mano fisicamente all’opera.

È vero che è un passo verso la realizzazione del ponte – perché è il momento in cui si definiscono materiali, modalità costruttive e tutto quanto è necessario alle imprese che vi lavoreranno –, ma le prescrizioni da soddisfare sono ancora lì, come il famoso dinosauro (“quando mi sono svegliato il dinosauro era ancora lì”), e non sono pagliuzze. Si tratta delle ben note «criticità», che, riassume Angelo Bonelli (Alleanza Verdi Sinistra), «riguardano questioni decisive: nuove indagini macrosismiche e geotecniche sulla faglia nell’area del pilone calabrese e sulle distanze di sicurezza; sistemi di smorzamento strutturale più complessi per le vibrazioni prodotte da terremoti, vento e passaggio dei treni; ulteriori approfondimenti sul franco navigabile per garantire il transito in sicurezza di grandi navi anche nelle condizioni di massima flessione del ponte. Il parere impone inoltre nuovi adempimenti su faglie, sismicità, geologia e geotecnica in applicazione delle NTC 2018 e della normativa tecnica di settore. Tutte attività che richiederanno inevitabilmente tempo», tanto più che a seguire dovranno di nuovo intervenire il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) e la Corte dei Conti, che ha già fermato una volta l’opera valutandone una «illegittimità» (per un’ampia descrizione di tutte le criticità v. link).

Nomine ad hoc?

Ma forse più che di “ottimismo”, per quanto riguarda l’atteggiamento di Salvini, bisognerebbe parlare di caparbia volontà di successo, fino ad aggiustare le cose come più conviene a raggiungerlo. Per esempio, rinnovando alcune cariche significative al posto giusto e al momento giusto. In una nota del vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera Agostino Santillo (M5S) si legge: «Siamo di fronte all’ennesimo blitz di Matteo Salvini per blindare l’ok al Ponte sullo Stretto. Rinnovare con largo anticipo il Consiglio superiore dei lavori pubblici, inserendo figure vicine alla società Stretto di Messina e ai comitati del 'Sì', significa trasformare un organo super partes in una cassa di risonanza della propaganda di governo».

«È uno sceneggiato già visto», prosegue Santillo: «prima i cambi nella Commissione Via (Valutazione impatto ambientale, ndr), ora le manovre sull'organismo chiamato a valutare sicurezza, rischio sismico e tenuta al vento. Mentre il Paese affronta una grave crisi sociale ed economica, il governo Meloni insiste nel voler drenare oltre 13,5 miliardi di euro di soldi pubblici su un’opera insostenibile, priva delle necessarie garanzie e persino sfiorata da inchieste (v. Adista Notizie n. 23/26, ndr)».

Anche il Comitato No Ponte Capo Peloro ha commentato la decisione Salvini di cambiare i componenti del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici prima della scadenza. «Lo scorso 21 luglio – recita la nota del Comitato – avevamo sollevato dubbi sull’opportunità di queste nomine dopo aver scoperto che con decreto ministeriale n.148 del 6 luglio 2026 Salvini aveva rinnovato il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Abbiamo anche seguito il caso grazie all’onorevole Angelo Bonelli, che ha trovato il testo del decreto e verificato tra le nuove nomine la presenza di figure legate al tema: tra queste Mauro Dolce (Comitato tecnico-scientifico della Stretto di Messina) e Giuseppe Tomasicchio, già firmatario del comitato “Ponte subito”». Mercoledì 5 agosto, ricordava la nota, «ci sarà in Parlamento un question time: Salvini dovrà rispondere all’interrogazione di Bonelli. Vedremo come giustificherà l’ennesima forzatura di una procedura che andrebbe bloccata una volta per tutte».

Al question time la risposta del ministro delle Infrastrutture è stata lapidaria: «Nessun conflitto di interesse: la selezione dei nuovi membri del consiglio superiore dei lavori è avvenuta nel rispetto rigoroso dei requisiti di legge». E ha aggiunto che l’osservazione delle opposizioni che ora «il Consiglio superiore dei Lavori pubblici non sarebbe più imparziale» è «un’offesa alla professionalità, imparzialità autonomia e indipendenza di cento professori universitari» che sostengono il progetto ponte sullo Stretto.

Ma intanto il via libera del Consiglio dei lavori pubblici del 6 agosto non è ancora stato reso pubblico, dunque non si conoscono con precisione le prescrizioni ivi dettate. L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha però accolto positivamente il pronunciamento, annunciando che ci si metterà al lavoro al più presto per ovviare agli appunti sollevati dal Consiglio dei lavori pubblici.

L'esposto della Cgil alla Corte dei Conti: danno all'erario?

A difesa della “sua” opera, Ciucci è anche intervenuto piuttosto piccato sull’iniziativa della Cgil, che il 27 luglio, a firma del segretario Maurizio Landini, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, chiedendo di accertare se nella gestione del progetto vi siano i presupposti di un danno erariale. «Non si tratta di una battaglia ideologica, né di una contrapposizione pregiudiziale all'opera, ma di difendere il denaro pubblico», afferma il sindacato. «Ogni euro sprecato per il Ponte è un euro tolto agli ospedali, alle scuole e alle vere infrastrutture di cui il Sud ha bisogno», sottolinea la Cgil.

«Ho appreso con grande sorpresa dell'iniziativa assunta dalla Cgil», ha replicato subito Pietro Ciucci, assicurando che la società «ha operato e opera nel pieno rispetto delle norme e con la massima attenzione per tutela del denaro pubblico» e che «i meccanismi di controllo sono articolati, definiti e trasparenti» e la società è già «soggetta al controllo della Corte dei Conti, esercitato dal magistrato delegato, che assiste alle sedute del cda e del collegio sindacale».

Nell’esposto della Cgil sono messe in evidenza le «numerose criticità»: il costo definitivo dell'opera non è ancora determinato, permangono dubbi sul rispetto della normativa europea in materia di appalti e tutela ambientale e molte delle infrastrutture indispensabili al funzionamento del Ponte non risultano ancora finanziate o completate. Per cui davanti a queste incertezze, «la Cgil ritiene doveroso chiedere alla magistratura contabile di verificare se le enormi risorse pubbliche siano state utilizzate nel rispetto della legge e nell'interesse generale o se, invece, esista il rischio concreto che si stia producendo un danno alle finanze dello Stato». Al momento, il costo del progetto «supera i 13,5 miliardi di euro», che «continua ad aumentare» e, sottolinea l’esposto, «una quota particolarmente significativa delle risorse pubbliche destinate all'opera, circa 1,3 miliardi di euro, grava direttamente sulla programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione della Regione Siciliana, con conseguente possibile incidenza del pregiudizio erariale denunciato anche sulla programmazione economica e infrastrutturale regionale».

*Immagine generata con IA

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.