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Cristo si è fermato allo Spin Time. Anche il cardinale di Roma solidarizza con i senza tetto di Santa Croce in Gerusalemme

«Cristo non abita nei palazzi del potere, ma si identifica con chi è affamato, forestiero o rimasto senza tetto»: così, in una nota diffusa ieri 8 agosto, il cardinale Baldo Reina, vicario generale del papa per la Diocesi di Roma, interviene sulla vicenda dello Spin Time, lo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma, sotto sequestro dal 29 luglio dopo un principio d'incendio costringendo le 400 persone che vivevano nell’immobile a restare in strada.

Si tratta di famiglie, di giovani, di migranti, di un coacervo di etnie, culture e religioni che Reina, ripercorrendone la storia, definisce un «laboratorio di convivenza» che ha destato molto interesse. «È stato oggetto di studi e di critiche – sottolinea il cardinale –, di attenzione mediatica e di controversie politiche. La bilancia oscillava costantemente tra il tema dell’occupazione abusiva e quello della convivenza sociale, con esiti e polarizzazioni sempre dietro l'angolo». È il momento della solidarietà perché non prevalgano gli interessi dei più forti, osserva. «La Chiesa di Roma, chiamata a presiedere nella carità, c’è. E sarà sempre dalla parte delle persone che alzano il loro grido di sofferenza, che cercano una mano tesa, e una comunità da chiamare casa».

La mano la sta doverosamente tendendo il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: un paio di giorni fa ha firmato un provvedimento per il trasferimento delle famiglie e degli altri abitanti in altri alloggi della durata massima di 60 giorni, un tempo necessario per finalizzare l’acquisto del palazzo da parte del Campidoglio. Un percorso irto di difficoltà.

Il palazzo è gestito dal fondo Investire Sgr, legata alla dinastia dei banchieri Nattino attraverso la Finnat, istituto fondato dalla famiglia di Giampiero Nattino, scomparso nel 2004. La società Investire è controllata, si legge su Repubblica del 7 agosto, «al 59% da Banca Finnat Euramerica, la banca della famiglia Nattino. Tra gli altri soci figurano Regia Srl (12%), holding riconducibile alla famiglia Benetton, ENPAF (9%), Fondazione Cariplo (8%), Cassa Geometri (8%), ICCREA Banca (2%) e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì (2%). Nel 2024 la guida del gruppo è passata ad Arturo Nattino, ad di Banca Finnat e presidente di Investire Sgr che gestisce appunto anche il fondo proprietario dell’edificio occupato dal 2013 da Spin Time».

L’edificio di Santa Croce in Gerusalemme, già sede Inpdap, è stato uno dei 396 edifici di proprietà dello Stato messi in vendita nel 2004, ricostruisce il quotidiano, «dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti durante il secondo governo Berlusconi» a fronte di «circa 3,7 miliardi di entrate per le casse pubbliche. Tuttavia, quando l'Agenzia del Territorio viene chiamata dal Ministero del Tesoro a verificare la congruità della valutazione effettuata dai privati, conclude che quel valore è sottostimato. Secondo l'Agenzia, il valore corretto sarebbe superiore di 509 milioni di euro. Circostanza che la Corte dei Conti segnala criticamente in una propria relazione del 2006».

Avviate le trattative con Investire, considerando che l’acquisizione di un immobile da parte di un’amministrazione pubblica richiede tempi piuttosto lunghi (serve la valutazione dell’Agenzia del Demanio e dell’Agenzia delle Entrate: l’unica stima disponibile dell’immobile è troppo vecchia, risale al 2013), Gualtieri ha proposto che il Comune nel frattempo avrebbe potuto prendere in affitto per 800mila euro l’edificio e farvi rientrare temporaneamente una porzione di quegli abitanti (circa 120) più disagiati e famiglie con bambini in età scolastica.

La proposta è stata respinta da Investire Sgr: l’utilizzo dell’immobile prima della vendita avrebbe esposto, è la motivazione avanzata, «la società e i suoi amministratori a rilevanti responsabilità civili e penali». E questo malgrado l’assicurazione da parte del Comune di assumersi ogni responsabilità giuridica legata all’utilizzo dell’edificio, sollevando quindi la proprietà da eventuali conseguenze.

Le trattative tuttavia continueranno. «Non c’era nessun obbligo di accettare la nostra proposta», ha commentato Gualtieri parlando con i senza tetto, «ma è anche vero il contrario: nessuno vieta a un fondo immobiliare di avere un cuore, di fare una scelta e assumersene le responsabilità. Non è che non si poteva fare, è che non hanno voluto farlo». Difronte al sospetto avanzato di un’eventuale pressione dell’esecutivo, Gualtieri ha risposto: «Non so se ci sono state intromissioni dal governo, ma le posizioni della destra sono note. Se hanno condizionato la proprietà devono essere loro a dirlo». Intano si prova a comprare l’immobile, escludendo l’ipotesi di un esproprio: «Avvieremo tutte le procedure per valutare il prezzo e acquistare, non è una strada abbandonata anche se sarà lunga». Qualche ora dopo, annunciando la sistemazione dei senza tetto in alloggi pubblici, ha aggiunto con amarezza: «Anche su questo siamo stati lasciati soli, lo facciamo in condizioni drammatiche con le nostre sole forze, senza il sostegno né della regione né del governo».

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