Rivivere lo “spirito di Assisi”, in un mondo segnato da caos e violenza: la XXV Giornata del dialogo islamo-cristiano
Ad di Assisi, il 27 ottobre 1986, si svolse un incontro cui presero parte tutti i massimi rappresentanti delle chiese cristiane, oltre che sessanta rappresentanti di altre religioni. Promosso da Giovanni Paolo II, l’evento fu il primo a carattere interreligioso mai organizzato. Nacque così quello “spirito di Assisi” – termine coniato proprio da papa Wojtyla - come modello di dialogo tra religioni basato sulla fraternità (quell’evento, tra l’altro, segnò uno dei motivi di rottura tra la Chiesa cattolica e il vescovo Marcel Lefebvre, che indirizzò una dura lettera di protesta a diversi cardinali; v. notizia in questo stesso numero), A 40 anni di distanza da quella data, e nella prospettiva di rilanciarne idealità e contenuti, è stata da pochi giorni indetta la XXV Giornata ecumenica nazionale del dialogo cristiano-islamico.
La Giornata, ideata dopo l’11 settembre 2001 per contrastare il rischio di islamofobia sorto in seguito all’attentato alle Torri Gemelle, ha raggiuto il quarto di secolo e i promotori hanno diffuso un appello che «cristiane e cristiani, musulmani e musulmane in Italia», rivolgono a «tutte le comunità credenti, alle istituzioni e a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, credenti, non credenti e diversamente credenti». Dopo aver rievocato il cammino percorso, «ricco di dialogo e di frutti», che ha favorito un confronto intenso e sincero, ha generato cultura e relazioni, ha custodito la memoria e ha tracciato percorsi di scambio capaci di produrre conoscenza reciproca e collaborazione attiva», segnata anche da tappe come lo storico Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune firmato il 4 febbraio 2019 da papa Francesco e dal grande imam Ahmad al-Tayyib per promuovere la pace, la convivenza e il rispetto reciproco tra tutti gli esseri umani, i promotori rinnovano la propria volontà di tessere relazioni, rifiutare la logica del conflitto e costruire insieme ponti di pace, di giustizia e di un'autentica fratellanza universale. «Oggi – scrivono – siamo chiamati, chiamate a percorrere questi sentieri con fede e fiducia, immersi nella drammatica urgenza del XXI secolo. In un mondo ferito da caos, oppressione, esclusione e massacri, la violenza ha superato i confini della brutalità fisica». Viviamo, scrivono infatti i promotori della Giornata, in un’epoca segnata da violenza tecnologica, economica e finanziaria, «che frammenta le comunità e rende il vissuto quotidiano fragile e alienante»; ma anche da «violenza ecologica, che sfrutta e depreda il creato, schiacciando sistematicamente le persone povere e le più vulnerabili».
«Il nostro è un invito comune che valorizza le nostre unicità e differenze, come dice il Sacro Corano: “A ognuno di voi abbiamo assegnato una via e una strada lineare. E se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità, ma ha voluto mettervi alla prova in quello che vi ha dato. Gareggiate ed eccellete quindi nelle opere buone. A Dio tutti farete ritorno, ed Egli vi informerà di ciò su cui eravate discordi" (Sura Al-Ma'idah, 5:48)». Queste parole fanno eco a due versetti del Nuovo Testamento, che recitano: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone [...] Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore» (Lettera agli Ebrei, 10:24; 12:14). «Con questa volontà e certezza nei cuori e con la forza delle nostre rispettive fedi, rinnoviamo oggi il nostro patto di amicizia e collaborazione. Le nostre differenze non siano mai motivo di divisione, ma uno stimolo costante a gareggiare nel bene; insieme, come figli e figlie dello stesso Creatore, firmiamo questo impegno per il nostro Paese, per il mondo, per la pace».
Per comunicare adesioni e condividere eventi si può scrivere al Comitato promotore nazionale della Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, all’indirizzo mail redazione@ildialogo.org.
*Foto ritagliata di Rodrigo Soldon tratta da Flickr
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