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Le donne che non si allineano. Un libro di Giancarla Codrignani

Le donne che non si allineano. Un libro di Giancarla Codrignani

Tratto da: Adista Notizie n° 27 del 18/07/2026

42691 MOLFETTA (BA)-ADISTA. Quello che colpisce di Giancarla Codrignani, autrice di una nuova pubblicazione – Mai State Allineate. Politica e religione: la libertà delle donne, edizioni la meridiana, 2026, pp. 170, euro 16,50 (il libro può essere acquistato anche presso Adista, scrivendo ad abbonamenti@adista. it; telefonando allo 06/6868692; o attraverso il nostro sito internet, www.adista.it/adistalibri) – è l’impegno intellettuale e militante, una instancabile volontà di essere voce critica in questo tempo così complesso: la sua storia ha attraversato la politica, il giornalismo, l’impegno per la pace, i diritti e la cultura, le donne e la Chiesa postconciliare; Codrignani è sempre una interlocutrice autorevole della contemporaneità.

Lo fa con lo sguardo lucido e critico con cui nel libro racconta una serie di donne celebri e (spesso) dimenticate, figure storiche e simboliche, credenti e laiche, poete e protagoniste della vita pubblica. Ritratti, più che biografie, che tentano di restituire queste voci e queste storie al presente, dando profondità a esistenze che hanno intuito contraddizioni e hanno inciso attraverso queste nella realtà del loro tempo. In un contesto in cui la violenza e perfino la guerra rischiano oggi di essere accettate come normalità, in un modello di società sempre più maschile e singolare, la pluralità di voci e testimonianze proposta da Codrignani cerca di illuminare il presente, di interrogare, di indicare nuove strade, in una prospettiva femminile.

«Oggi – scrive l’autrice nella sua prefazione – si potrebbe credere che la parità sia stata realizzata integralmente: sono donne sia il capo del governo che il capo dell’opposizione, perfino la presidenza della Commissione europea. In realtà si profila invece il grande pericolo dell’omologazione a un modello unico, apparentemente neutro ma di fatto maschile e gerarchico. Per quanto in parte apparentemente sconfitto, c’è il rischio che questa volta siano proprio le donne a veicolare il patriarcato, mantenendolo immobile e vincente dentro le istituzioni». Infatti «se chi conosce l’esclusione dal potere gerarchico, quando lo assume, ne convalida immutata la forma tradizionale – e nessuna delle donne che attualmente governano (e non sono poche) ha mai tentato di metterlo in discussione – fallisce il disegno di una politica innovativa, ispirata da una cultura ampiamente espressa nei secoli a partire da Eva, che, a differenza di Adamo, era stata tentata dal desiderio, poi represso nel ruolo domestico, della conoscenza».

In un tale contesto, purtroppo, scrive Codrignani, «le religioni non hanno mai favorito l’emancipazione femminile e anche il cattolicesimo storico mostra la sua infedeltà al messaggio di Gesù, se ancora oggi divide i battezzati all’altare quando una religiosa, che ha pronunciato gli stessi voti dei colleghi maschi, deve ricevere l’eucaristia consacrata dalle mani di un uomo». Ma se il potere, anche quando gestito dalle donne, «rimane escludente e gerarchico in nome della “forza”, mito dell’onnipotenza maschile», «nonostante la Seconda guerra mondiale abbia mostrato i disastri della forza e sia stata invano proposta la virtù della nonviolenza», in qualche modo «perfino inconsapevolmente», le donne continuano a dare testimonianza di un modello diverso: «Anche solo in famiglia, anche nei tempi duri. Resistono, lungimiranti e anticonformiste, pronte, come le nonne, a modificare il sistema».

Il libro percorre una originalissima galleria di figure feminnili “non allineate”: c’è la madre di Giancarla, Egle Romani Codrignani, «la donna da cui ho imparato», la rivoluzionaria Rosa Luxemburg, la partigiana Teresa Mattei Chicchi, l’antifascista e federalista tedesca Ursula Hirschmann, Ildegarda di Bingen, monaca benedettina, scrittrice, mistica e teologa tedesca del XII Secolo; poi Paolina Leopardi, sorella del poeta Giacomo, Marianella García Villas, giurista e militante per i diritti umani barbaramente uccisa in Salvador nel 1983, le poete Alda Merini e Wislawa Szymborska. Ma nel libro vengono affrontate anche questioni collettive (ed ecclesiali, ma visti dalla prospettiva delle donne), come il celibato ecclesiastico, il tema della “creazione” e quello del linguaggio, l’aborto, la contraccezione. L’autrice si confronta inoltre criticamente anche con alcune figure maschili che hanno intrecciato il loro impegno con i temi delle donne, come Enrico Berliguer, mons. Luigi Bettazzi, papa Francesco e Pier Paolo Pasolini, in un confronto che amplia e problematizza il discorso, a partire dalla differenza.

Se nella Chiesa il cammino delle donne è ancora molto lungo, Codrignani alla fine del libro apre una possibile prospettiva: il ministero del lettorato, «modesto diritto formalmente concesso alle donne» da una Chiesa ancora molto arretrata, «potrebbe contenere un messaggio politico di speranza». «Non sarà così appetibile, sembra ancor meno significativo del “servir messa” delle bambine e dei bambini, ma se le donne chiedessero ai parroci (alcuni dei quali già lo fanno, liberamente trasgredendo le prescrizioni canoniche) di leggere il Vangelo e fare l’omelia? Bibbia e Paolo sono già letti comunemente da donne e uomini: con l’estensione alla terza lettura si verificherebbe quell’occupazione dell’altare tante volte stigmatizzata, un passo avanti simbolicamente riferibile al magistero ministeriale femminile. L’occupazione della parola». 

*Immagine tratta dalla comertina del libro Mai State Allineate. Politica e religione: la libertà delle donne 

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