Ricchi sempre più ricchi: sarà una "apocalisse della disuguaglianza"?
La ricchezza globale continua a crescere a a livelli record, ma si concentra sempre più nelle mani di una ristretta élite, con evidenti ricadute di ordine economico, sociale e democratico: un articolo di Andrea De Tommasi, pubblicato sul portale Futura Network (sito d’informazione sugli scenari futuri, nato nel 2020 da un’iniziativa dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile-ASviS) riflette sulle implicazioni della ricchezza dei paperoni a partire dal rapporto World Inequality Report 2026.
Tre quarti di tutta la ricchezza mondiale resta nelle mani del 10% più ricco della popolazione, e questo divario è alimentato dal fatto che il rendimento del capitale supera la crescita economica, da sistemi fiscali deboli e ossequiosi nei confronti dei grandi patrimoni e dai modelli digitali “winner takes all” (modello di mercato in cui le aziende più forti conquistano tutto il mercato), dove i colossi tech e finanziari monopolizzano i mercati.
In questo quadro, già di per se inquietante, arriva a bomba anche l'Intelligenza Artificiale, che rischia di accelerare questa tendenza. A partire dalle risultanze delle indagini scientifiche più recenti l’articolo minaccia un'«apocalisse della disuguaglianza», in cui i guadagni di produttività rimarranno in mano ai proprietari delle aziende tecnologiche, se il sistema non sarà bilanciato da politiche fiscali forti, capaci di generare benessere diffuso dai profitti delle nuove tecnologie.
L’analisi, le prospettive e le possibili soluzioni nell’articolo di Futura Network
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