"Banda di ladri", dice mons. Argüello. Il ministro spagnolo: e se io vi chiamo "banda di pedofili"?
Il presidente dei vescovi spagnoli Luis Argüello: «Quando uno Stato dimentica l'etica, diventa una banda di ladri. I fatti parlano da soli».
Il ministro della Presidenza del governo spagnolo, Félix Bolaños: «Cosa pensereste se un membro del governo descrivesse l'intera Chiesa come una 'banda di pedofili', vi rimando alle prove?».
Luis Argüello: Quando mai?! E chi ce l’aveva con il governo, stavo solo citando sant’Agostino, ma «chi si sente chiamato in causa sa il perché».
Questo il distillato della polemica che in questi ultimi due giorni sta inacidendo i rapporti fra Governo e Chiesa nel Paese iberico.
È successo che il vescovo di Valladolid, mons. Argüello, al corso della Scuola Estiva della Conferenza Episcopale Spagnola – dal titolo "Il crollo della democrazia, l'opportunità per la geopolitica al servizio dell'essere umano" (7-9 luglio) – trattando de “La risposta delle democrazie alle sfide etiche e antropologiche della società", ha affermato che «le democrazie odierne sono ridotte a 'potestas'», a potere, e sono caratterizzate da un «relativismo morale» in materia antropologica. Ma «quando uno Stato dimentica l'etica, diventa una banda di ladri. I fatti parlano da soli». Rimane ai cittadini, ha proposto il vescovo, la «grande responsabilità» di vivere «carità sociale e politica». «Il grande contributo che la Chiesa può dare alla vita democratica è offrire un popolo, un popolo che pratica l'amicizia civile o sociale».
Il ministro Bolaños ha protestato, inviando una lettera ad Argüello, in cui esprime la sua «sorpresa» per le affermazioni che considera «offensive, sia dal punto di vista personale che istituzionale», quel «banda di ladri» seguito da «i fatti parlano da soli». «Cosa pensereste – chiede il ministro nella missiva – se un membro del governo descrivesse l'intera Chiesa come una “banda di pedofili”, vi rimando alle prove?». Ma, aggiunge, «sarebbe ovviamente falso e profondamente ingiusto». «Vi invito cordialmente a garantire che i nostri rapporti siano caratterizzati da moderazione, rispetto ed equità, piuttosto che da esagerazioni e faziosità a favore delle forze di destra e di estrema destra», scrive Bolaños, favorendo quella «collaborazione produttiva e rispettosa» che, per esempio, ha condotto al successo pastorale e sociale della recente visita di Leone XIV in Spagna.
Oggi, parlando ai media nella sua Valladolid, Argüello ha affermato che la frase contestatagli era in un contesto dal quale è stata estrapolata e che conteneva un riferimento a Sant'Agostino e una citazione di Benedetto XVI: entrambi lanciarono «un appello, in un'epoca di rigenerazione democratica, alla responsabilità di tutti i cittadini». Tutta colpa dei giornalisti, ha sottolineato. Ma – aggiunge maliziosamente – perché il governo «si sente chiamato in causa»?
*Foto de La Moncloa tratta da Flickr
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