Piano del Pentagono di assalto a Cuba: non è deciso ma è pronto
La storica emittente radiotelevisiva statunitense CBS (Columbia Broadcasting System) ha rivelato ieri che «il Pentagono ha pianificato silenziosamente azioni militari possibili in Cuba, tra cui un'opzione di un assalto guidato dall'esercito con la guarnizione dei soldati di 101ª Divisione Aerea, che si specializza in attacchi terrestri veloci». L’informazione proviene da funzionari che hanno parlato con CBS sotto garanzia di anonimato. Hanno detto anche che pianificazioni di questo tipo non sono un indizio che il presidente Trump o il Pentagono abbiano deciso di eseguire un'operazione. Attualmente gran parte delle capacità strategiche degli Stati Uniti rimangono concentrate in Medio Oriente, soprattutto dopo la ripresa delle operazioni militari legate all'Iran.
D’altronde gli analisti consultati ritengono che, per ora, le esercitazioni di pianificazione militare siano principalmente una risposta all'obbligo del Pentagono di prepararsi a vari scenari, piuttosto che un intervento imminente, mentre la diplomazia rimane la posizione ufficiale di Washington.
Ma è anche vero che le discussioni al Pentagono sui vari scenari per soggiogare Cuba sono alimentate dalle notizie sulle capacità militari cubane, che, a partire dal 2023, si sarebbero arricchite di 300 droni. Molti di questi, scriveva l’Ansa il 17 maggio, sono droni d'attacco modello Shahed, di fabbricazione iraniana e russa, che potrebbero essere impiegati contro obiettivi sensibili come la base navale Usa di Guantánamo, navi militari statunitensi e perfino Key West, l’isolotto a 150km da Cuba che è sede della base principale delle forze navali Usa in Florida. E Trump è convinto, sulla base di un presunto rapporto d’intelligence che non ha rivelato, che sul territorio cubano ci siano anche missili iraniani.
*Foto ritagliata ufficiale rilasciata dal governo federale degli Stati Uniti (Dipartimento della Difesa) di pubblico dominio
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