Rosarno Filmfestival “Fuori dal Ghetto”: al via il bando per la quinta edizione sul tema dello sfruttamento sul lavoro
ROMA-ADISTA. Ai blocchi di partenza la quinta edizione del Rosarno Filmfestival “Fuori dal Ghetto”, promosso da Mediterranea Hope – Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), dalla Rete Comunità Solidali, e da Sos Rosarno. La rassegna si svolgerà fra ottobre e novembre 2026, le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 30 settembre.
Il concorso della rassegna “Fuori dal ghetto” avrà come tema centrale lo sfruttamento del lavoro, la sicurezza sul lavoro, il caporalato, il contrasto allo sfruttamento lavorativo che rappresenta una piaga diffusa su tutto il territorio nazionale, caratterizzato dalle violazioni in materia di orario di lavoro, salari, contributi, diritti alle ferie, salute e sicurezza lavorativa. Dalla Piana di Gioia Tauro in Calabria a Saluzzo in Piemonte, da Nardò in Puglia, a Latina nel Lazio, fino a Ragusa in Sicilia, il lavoro nero, grigio e caporalato rimangono elementi strutturali sui quali intervenire. Non solo per i lavoratori stranieri ma per tutti i lavoratori e lavoratrici. L’agricoltura crea posti di lavoro per gli immigrati ma il sistema non riesce a costruire processi di accoglienza degni, in grado di interrompere i processi di ghettizzazione e invisibilità. Storie di accoglienza negata, storie di soprusi ma anche storie di riscatto nella quali la convivenza e lavoro regolare costruiscono economie in grado di rispondere a processi di spopolamento, di crescita collettiva. Storie che è importante testimoniare e documentare.
Le opere, della durata massima di trenta minuti, possono essere inviate in formato con estensione Mpg4 con dimensione massima di 2 GB. Al termine della pre-selezione gli autori verranno informati sul risultato telefonicamente o via email. Le opere andranno inviate all’indirizzo email fuoridalghetto2022@gmail.com entro e non oltre il 30 settembre 2026. Data la particolarità del concorso non ci saranno premi in denaro. I vincitori (primo e secondo) riceveranno un cesto di prodotti agricoli della cooperativa Mani e Terra di Rosarno, inoltre le opere verranno proiettate in tutti gli spazi che organizzeranno eventi e aderiranno al Fuori dal Ghetto.
«Questo festival ci dà la possibilità di dialogare con il territorio e istituzioni. Essere considerati. Dieci anni fa non era possibile. Il nostro punto di vista non viene mai ascoltato. La giuria per il concorso sarà composta da lavoratori braccianti e studenti e cerca di sanare questa mancanza, questo collegamento con il territorio», spiega Ibrahim Diabate, operatore di Mediterranean Hope.
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