WWF: nucleare insensato, altro che sostenibile
Ieri la Camera dei deputati ha approvato con 155 sì la legge delega per il ritorno del nucleare di fissione in Italia, approvata a ieri con 155 sì (favorevole Azione, astenuta Italia Viva, l’opposizione tutta contro), che mira a definire la cornice legale e istituzionale per l'introduzione dell'energia atomica definita di nuova generazione (in particolare i piccoli reattori modulari). Il governo Meloni lo chiama nucleare «sostenibile», ritenendo che, accompagnato da una semplificazione burocratica e l’individuazione di “siti idonei”, assicurerà un’autonomia energetica del tessuto industriale, favorendo anche la decarbonizzazione dell’industria pesante. La maggioranza afferma fra l’altro di poter garantire una gestione sicura delle scorie.
Tutt’altro che d’accordo sulla sostenibilità del nucleare proposto dal governo, il WWF parla di insensatezza e anche di arretratezza. Questo il commento dell’associazione ambientalista:
Il disegno di legge del governo sul cosiddetto “nucleare sostenibile” è una scelta insensata che di sostenibile non ha nulla se non per il fatto che parla di tecnologie che non esistono. Si tratta di una perdita di tempo (e di soldi) favoleggiando di una tecnologia non ancora disponibile, se mai lo sarà, come quella dei piccoli reattori modulari. Il tutto al solo scopo, reale, di favorire lo status quo, cioè l’attuale pericolosa e costosa dipendenza dal gas fossile.
Il nucleare è una tecnologia praticamente ferma, eppure per la terza volta qualcuno in Italia vuole imbarcarsi nella produzione dell’energia elettrica con il nucleare, senza peraltro voler chiudere la porta al nucleare di guerra. Non solo: non essendo state commercializzate novità tecnologiche, non si capisce su che base il Parlamento ha ignorato la volontà popolare plebiscitaria (94,05%) espressa nel 2011. Anche allora si favoleggiava di piccole centrali nucleari, e i cittadini espressero chiaramente il proprio giudizio. Anche perché, ora come allora, il nucleare in formato ridotto non risolve nessuno dei problemi di questa tecnologia, dai costi (superiori) alle scorie (moltiplicate).
Il WWF sottolinea come al momento i cittadini subiscono una continua propaganda a favore del nucleare, specie sui mezzi di informazioni di proprietà pubblica, mentre manca l’occasione di un serio dibattito nel Paese. A cominciare dalla soluzione sul deposito nucleare, per la quale la Sogin ha ricevuto negli anni (a partire dalla sua istituzione, nel 1999) miliardi di euro prelevati dalle bollette: certo, pare più facile per i dirigenti di questa azienda di Stato tornare al nucleare che risolvere i problemi per i quali sono stati e sono pagati.
Siamo al paradosso: un Governo, che non ha il coraggio di dire dove vuole collocare il deposito delle scorie nucleari già prodotte, si impegna a riempire il Paese di future centrali che ancora non esistono!
Dal 2011 a oggi ci sono state enormi passi in avanti, tecnologici e di costi, ma non hanno riguardato il nucleare, bensì fotovoltaico, eolico e batterie per gli accumuli. Ormai le rinnovabili sono in competizione con i combustibili fossili, certamente non con una tecnologia che vivacchia da decenni solo laddove è assistita dai fondi pubblici. Se ne prenda atto e si facciano politiche bipartisan per velocizzare la transizione con l’efficienza e il risparmio, se non si vuole rischiare di portare il Paese fuori dalla realtà.
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