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«Costruire ponti per la pace, la giustizia e la dignità umana». I vescovi del G7 scrivono ai capi di Stato e di governo

«Costruire ponti per la pace, la giustizia e la dignità umana». I vescovi del G7 scrivono ai capi di Stato e di governo

ROMA-ADISTA. «Costruire ponti per la pace, la giustizia e la dignità umana» è il titolo dell’appello che, in occasione del Vertice del G7 che si svolgerà a Evian in Francia dal 15 al 17 giugno, i presidenti delle Conferenze episcopali cattoliche di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti, con il sostegno del presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea, rivolgono ai capi di Stato e di governo. «Di fronte ai conflitti armati, alle fratture geopolitiche, alle disuguaglianze crescenti, alle sfide climatiche e ai mutamenti tecnologici, ricordiamo che il fondamento dell’azione politica ed economica deve essere sempre la dignità di ogni persona umana», si legge nel documento.

«Chiediamo agli Stati del G7 di riaffermare il loro impegno a favore del multilateralismo, del rispetto del diritto internazionale e della ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti. In un mondo segnato dalla guerra e dall’instabilità, è più che mai necessario consolidare le istituzioni internazionali, tutelare le popolazioni civili e promuovere i diritti fondamentali, in particolare la libertà religiosa e la dignità delle persone più vulnerabili.

Invitiamo inoltre i Paesi del G7 a riportare la persona umana al centro dello sviluppo e della solidarietà internazionale e chiediamo un ascolto reciproco più attento tra i popoli. Mentre in molte regioni del mondo aumentano i bisogni umanitari, incoraggiamo a mantenere un forte impegno a favore della lotta contro la povertà, dell’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, della sicurezza alimentare e di uno sviluppo che rispetti le popolazioni e l’ambiente. Auspichiamo inoltre un rafforzamento della cooperazione internazionale contro la criminalità organizzata, la tratta di esseri umani e i traffici illeciti che alimentano la violenza e rendono più fragili le società. Di fronte al rapido sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, sottolineiamo l’urgenza di una governance etica, trasparente e democratica, che garantisca che tali innovazioni rimangano al servizio del bene comune e della persona umana. Chiediamo un’attenzione particolare agli effetti che esse hanno sui bambini e sui giovani, nonché sul rispetto delle libertà fondamentali.

Esortiamo infine gli Stati del G7 ad assumersi pienamente la propria responsabilità nella lotta contro il cambiamento climatico, a promuovere una transizione ecologica giusta e a sostenere le popolazioni più esposte alle sue conseguenze. Ricordiamo inoltre che i migranti e i rifugiati, costretti a fuggire dalla guerra, dalle persecuzioni o dalle catastrofi ambientali, devono sempre essere accolti con dignità e umanità, pur riconoscendo la legittima responsabilità degli Stati di preservare il bene comune.

Con questo appello, come pastori delle nostre Chiese e discepoli di Gesù Cristo, ribadiamo la volontà della Chiesa cattolica di essere accanto ai popoli, di porre il suo impegno al servizio dei più vulnerabili e la sua capacità di dialogo al servizio della pace, della giustizia e del bene comune mondiale».

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