A 15 anni dai referendum 2011, la battaglia continua! Il commento del Forum dei movimenti per l'acqua
Il 12 e 13 giugno 2011, per la prima volta dal 1995, la partecipazione ai referendum abrogativi ha superato la soglia del quorum del 50% degli aventi diritto al voto, con una partecipazione che ha toccato quasi il 57% (54,8% considerando gli italiani all'estero). Un risultato indubbiamente incoraggiante, reso ancora più eclatante dalla schiacciante vittoria del “sì” (circa 94%) a tutti e quattro i quesiti proposti: 1) “Modalità di affidamento dei servizi pubblici locali”, per abrogare il “decreto Ronchi” che imponeva agli Enti locali di affidare, tramite gara, ai privati la gestione dei servizi pubblici come quelli idrici; 2) “Determinazione della tariffa del servizio idrico”, per abrogare la norma che consentiva ai gestori dei servizi idrici di caricare sulla tariffa imposta ai cittadini una quota pari al 7% del capitale investito, come forma di "adeguata remunerazione"; 3) “Abrogazione delle nuove norme sul nucleare”, per fermare sul nascere il ritorno al nucleare voluto dal governo Berlusconi; 4) “Abrogazione della legge sul legittimo impedimento”, per ristabilire la parità di tutti i cittadini davanti alla legge e cancellare la norma che consentiva a presidente del Consiglio e ministri di non comparire in tribunale a causa di un presunto “legittimo impedimento”.
Oggi, a distanza di 15 anni, la volontà del popolo italiano espressa nel 2011 resta pressoché ignorata. In questi giorni in Parlamento si è riacceso il dibattito sulle centrali, con il governo Meloni che rilancia in pompa magna il nucleare da fissione con la scusa della crisi energetica e la possibilità di utilizzare innovativi piccoli reattori (i cosiddetti SMR, Small Modular Reactors).
Sul fronte dei servizi idrici, dichiara in occasione dell’importante anniversario il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, protagonista della mobilitazione tra il 2007 e il 2011, «la battaglia per la ripubblicizzazione continua». In una nota del 10 giugno, il Forum punta il dito sugli otto governi che si sono avvicendati negli anni dopo il referendum abrogativi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi e Meloni) e che «hanno prima ignorato e deriso poi combattuto in maniera trasversale» l’esito del voto popolare.
Se governi in questione hanno emanato «continui provvedimenti che hanno ostacolato, e poi, quasi del tutto annullato quell'esito, è la dimostrazione che quello spirito, forse oggi un po’ affievolito ma ancora vivo, ha fatto centro a fronte del dilagare di politiche liberiste che hanno investito il nostro Paese». Alla ferma opposizione dei governi hanno risposto i territori e i cittadini organizzati, con campagna di “obbedienza civile” all’esito referendario; con un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) per imporre il rispetto del voto; anche con vertenze per il rinnovo degli affidamenti in essere o in scadenza «a gestori a totale capitale e partecipazione pubblica, estromettendo soggetti privati, nonostante si sia arrivati al punto di doverne chiedere il "permesso" al mercato»; con una massiccia opera di sensibilizzazione su amministrazioni locali e comunità per «abbandonare l'ideologia del "privato è bello", facendo leva sull'ineluttabile realtà in cui versano attualmente le nostre reti idriche colabrodo, nonostante tariffe sempre più alte, i cui proventi, risultano ingrossare gli utili redistribuiti all'interno delle multiutility che si spartiscono a livello nazionale la gestione del servizio idrico, invece di essere reinvestiti nel servizio erogato».
Il Forum ricorda poi la felice esperienza di ABC Napoli, azienda speciale che gestisce il servizio idrico e che è nata dalla ri-pubblicizzazione della precedente ARIN S.p.a.: oggi, spiega il Forum, ABC Napoli è «sotto attacco, paradosso dei paradossi, proprio dal solo socio unico: il Comune di Napoli. È di questi giorni l'ambigua volontà dell'Amministrazione partenopea (...) di privatizzare il gestore, nonostante questo presenti regolarmente bilanci in ordine, abbia tutti i presupposti (messi nero su bianco anche nell'affidamento in essere) per proseguire con l'attuale forma gestionale e che, forse sopratutto per questo motivo, presentando regolari avanzi di gestione (e non utili), sta dimostrando che l'acqua può essere gestita fuori dalle regole del mercato e del profitto».
Leggi la nota sul sito del Forum
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