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I Missionari Comboniani invitano a votare NO al referendum del 22-23 marzo

I Missionari Comboniani invitano a votare NO al referendum del 22-23 marzo

Porta la data di ieri, 8 marzo, la nota dei missionari comboniani che invitano a votare No al Referendum sulla giustizia. Di seguito il loro testo.

Come Missionari Comboniani della Provincia Italiana sentiamo il dovere di rivolgere un appello a tutta la comunità cristiana e a quanti e quante si riconoscono nei valori di dignità, giustizia, equità e solidarietà che animano il nostro impegno missionario. Andiamo a votare

Il 22 e 23 marzo 2026 come cittadini e cittadine italiani/e siamo chiamati/e a esprimerci sul referendum costituzionale riguardante la riforma della magistratura. La partecipazione al voto non è un semplice diritto civile: è un dovere e un atto di responsabilità verso la comunità, un gesto concreto di cura per il bene comune. Disertare le urne significherebbe abdicare alla nostra responsabilità di cittadini e, per noi cristiani, anche di credenti impegnati nel mondo per la sua trasformazione secondo i valori del Regno.

Il referendum chiede a noi cittadini/e di confermare o respingere la riforma costituzionale – già approvata dal Parlamento – che prevede la separazione definitiva delle carriere tra magistrati giudicanti (i giudici) e magistrati requirenti (i pubblici ministeri), la divisione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti, e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare. Si tratta di modifiche strutturali profonde al sistema giudiziario, che incidono direttamente sull’equilibrio dei poteri sancito dalla nostra Costituzione. La Costituzione: un patrimonio da custodire La Costituzione della Repubblica Italiana, nata dal sacrificio e dalla visione di chi ha resistito alle

dittature e ha costruito la democrazia nel dopoguerra, non è un documento burocratico. È la carta dei nostri diritti fondamentali, il patto che unisce i cittadini, la garanzia che nessuno – nessun potere politico, economico o istituzionale – possa porsi al di sopra della legge. Essa ha saputo nel tempo assorbire le tensioni della storia italiana rimanendo un punto di riferimento stabile e condiviso. Come Missionari Comboniani siamo profondamente convinti che la tutela dell’indipendenza della magistratura – nella sua unitarietà – sia un presidio fondamentale dello Stato di diritto e della tutela dei più deboli. Un sistema giudiziario equilibrato è strumento di giustizia per i poveri, per gli ultimi, per chi non ha voce. Modificare gli assetti costituzionali richiede ponderazione, ampio consenso e una chiara visione del bene comune: non può essere il frutto di contingenze politiche alimentate da un inaccettabile e continuo attacco ai magistrati quando non intervengono a favore degli interessi del governo.

Il nostro orientamento

Rispettando pienamente la libertà di coscienza di ciascuno, e consapevoli della complessità del dibattito in corso, come Missionari Comboniani riteniamo che, in questa fase storica, le ragioni a favore della conservazione dell’assetto costituzionale attuale siano molto più solide e convincenti di quelle a sostegno della riforma proposta. Invitiamo pertanto a votare NO perché questa riforma rischia di indebolire quei meccanismi di equilibrio e controllo che la Costituzione ha sapientemente costruito per garantire davvero la giustizia e il bene di tutti e tutte, specialmente dei più fragili. Con fraternità e speranza, continuiamo a camminare insieme, fedeli al Vangelo e impegnati a costruire un mondo più umano e più giusto.

8 Marzo 2026

I Missionari Comboniani d’Italia

*Immagine generata con IA

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