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Ciclone Harry: il negazionismo climatico espone il Paese a pericoli sempre maggiori

Ciclone Harry: il negazionismo climatico espone il Paese a pericoli sempre maggiori

Negazionismo, azione politica emergenziale, miope e incapace di prevenzione, sperpero di fondi pubblici per progetti inutili, costosi e dannosi come il Ponte sullo Stretto di Messina: dopo la catastrofica frana di Niscemi, in Sicilia, il WWF spara a zero sul governo Meloni, colpevole di contribuire a rendere il territorio italiano sempre più fragile ed esposto agli effetti, ormai evidenti, dei cambiamenti climatici.

«Dopo il ciclone Harry e l’ennesima ondata di eventi meteorologici estremi, è evidente che la crisi climatica e gli impatti del consumo di suolo siano ormai la “nuova normalità”», conferma il WWF in una nota diramata ieri. «Il Governo fa gli interessi delle lobby fossili», attaccando quella che chiama «ideologia green» e frenando su contenimento della crisi climatica e adattamento dei territori. E poi si trova ad adottare «costosi provvedimenti emergenziali senza avviare politiche serie di prevenzione e rinviando ogni azione di cambiamento reale, a cominciare dalla decarbonizzazione. Così facendo mette a rischio la salute e sicurezza della popolazione, spreca risorse e fa perdere all’Italia occasioni di sviluppo».

La proposta degli ambientalisti italiani è chiara e nota da tempo: attuazione immediata del PNACC, il Piano nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici «che da anni giace nei cassetti»; investimenti nella messa in sicurezza di città e territori a rischio idrogeologico; stop alle opere inutili, come il Ponte di Salvini; stop ai combustibili fossili e transizione energetica; stop, infine, al consumo di suolo con una legge nazionale ad hoc.

Dietro la «farsa» delle destre contro la cosiddetta “ideologia” green si nasconde una grande mancanza di visione politica, una pericolosa inattività di governo del territorio, il pieno sostegno alle lobby petrolifere. Il WWF chiede infine «un vero Patto per il Clima che coinvolga istituzioni, imprese, cittadini e comunità scientifica: non agire ora significa compromettere sicurezza, economia e futuro del Paese».

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