Scadenza del New START: l'ecatombe nucleare delegata alle macchine?
Ieri, vigilia della scadenza del Trattato “New START” (“Strategic Arms Reduction Treaty”) tra Usa e Russia sul controllo e la limitazione degli arsenali nucleari strategici, anche l’Istituto di Ricerche Internazionali “Archivio Disarmo” (IRIAD) ha diffuso una nota particolarmente allarmante, dal titolo “Cade l’ultimo argine: senza New START il rischio nucleare passa agli algoritmi”.
Oggi, 5 febbraio, scade in via definitiva il New START, afferma IRIAD, il trattato «sui missili nucleari intercontinentali». E così crolla «l'ultimo argine che per 39 anni aveva impedito lo scontro tra le due superpotenze nucleari. Ora siamo veramente a 85 secondi dalla mezzanotte, come indica l'orologio degli Scienziati Atomici. Trump insegue il sogno della Golden dome, la cupola d'oro che renderà gli Stati Uniti invulnerabili ai missili russi (a questo gli serve la Groenlandia), Putin sperimenta i missili ipersonici dal vivo sulle città ucraine, Xi Jinping fa riscaldamento ai bordi del campo con i nuovi programmi di raddoppio dell'arsenale nucleare cinese».
Archivio Disarmo sottolinea poi un altro aspetto dell’attuale evoluzione tecnologica applicata in ambito militare, e cioè «l'incontro tra le armi nucleari e l'Intelligenza Artificiale». «Nella fase generativa – ha detto il presidente IRIAD Fabrizio Battistelli, il 30 gennaio scorso, intervenendo alla Conferenza del “Soft Power Club”, organizzata del suo fondatore e presidente Francesco Rutelli – la IA interverrà nella difesa nucleare di Russia e Stati Uniti relativamente alle funzioni di allerta, identificazione e risposta a un eventuale attacco nucleare. All’interno di ciascuna superpotenza gli algoritmi dialogheranno direttamente fra loro. Dall'elaborazione della marea di dati che inonderà i decisori umani al confezionamento delle decisioni, il passo è breve». Secondo Battistelli le superpotenze nucleari (Usa, Russia e Cina) devono aprire «urgentemente un tavolo per limitare i missili di lungo e medio raggio, per prevenire la costruzione di cupole e scudi, per rendersi invulnerabili a un secondo colpo nucleare e infine per assicurare il controllo umano significativo sull'Intelligenza Artificiale». L’alternativa è già sotto gli occhi di tutti, e «i destini dell'umanità finiranno per passare nelle “mani” e nei “cervelli” delle macchine».
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