Da Pax Christi solidarietà a Spin Time: il diritto all'abitare vale più della proprietà privata
ROMA-ADISTA. Il punto pace di Roma e Pax Christi Italia esprimono piena solidarietà alla comunità di Spin Time in questo momento di grave difficoltà e chiedono una soluzione rapida che garantisca a tutte le famiglie e alle persone coinvolte il pieno rispetto dei diritti fondamentali, a partire dal diritto all’alloggio senza sacrificare questi diritti alla mera ” proprietà privata”.
Si legge nella nota del movimento cattolico per la pace: «Come sottolineato anche da papa Francesco nella sua enciclica “ Fratelli tutti”: “ Di nuovo faccio mie e propongo a tutti alcune parole di San Giovanni Paolo II, la cui forza non è stata forse compresa: ‘Dio ha dato la terra a tutto il genere umano, perché essa sostenti tutti i suoi membri, senza escludere né privilegiare nessuno’ (Centesimus annus, 31)… Il principio dell’uso comune dei beni creati per tutti è il ‘primo principio di tutto l’ordinamento etico-sociale’ (Laborem exercens, 19), è un diritto naturale, originario e prioritario (Compendio della dottrina sociale, 172). Il diritto alla proprietà privata – continua Francesco in Fratelli tutti – si può considerare solo come un diritto naturale secondario e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze molto concrete, che devono riflettersi sul funzionamento della società. Accade però frequentemente che i diritti secondari si pongono al di sopra di quelli prioritari e originari, privandoli di rilevanza pratica” (FT, 120).
Disattendendo questi propositi sono ormai giorni che gli abitanti dello Spin Time trascorrono le giornate all’esterno dell’edificio. Tra tende, presidi permanenti e tanta solidarietà. La causa: un principio d’incendio che si è sviluppato all’interno dello stabile che è diventata la scusa per non consentire agli abitanti il rientro nelle proprie abitazioni. Le centinaia di persone in strada, tra cui tanti bambini, sono assistiti da tanti volontari e dalla Protezione Civile.
Il Comune di Roma, malgrado gli sforzi per arrivare a una soluzione, ha dovuto incassare il diniego all’acquisto da parte della proprietà della stabile. Così, il presidio permanente, convocato sin da subito, rimane al suo posto per portare supporto fisico e solidarietà affinché la gestione dell’emergenza non si trasformi in uno sgombero forzato.
Facciamo nostre le parole del Cardinale Baldo Reina, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, che ha dichiarato: ” Negli ultimi giorni la città di Roma si è lasciata interpellare e interrogare dalla vicenda Spin Time. […] la comunità di circa 400 persone che da 13 anni abitava quel luogo si è vista costretta a stare in mezzo alla strada. Ancora una volta si è resa visibile la parabola del buon Samaritano: c’è qualcuno che viene lasciato a terra, e ci sono tanti che passano oltre facendo le proprie valutazioni… Il laboratorio di convivenza tra giovani, migranti, anziani e persone di diverse culture e religioni che animava quel palazzo ha goduto di un interesse trasversale. È stato oggetto di studi e di critiche, di attenzione mediatica e di controversie politiche. La bilancia oscillava costantemente tra il tema dell’occupazione abusiva e quello della convivenza sociale, con esiti e polarizzazioni sempre dietro l’angolo. Vedere quelle persone in mezzo alla strada – così come vedere tanti fratelli e sorelle in questa città privati di un tetto e di una sistemazione dignitosa – ci ha interrogati profondamente. L’uomo, ogni uomo, rimane sempre la via privilegiata della Chiesa, un principio cardine che Papa Leone XIV ha rimesso al centro della sua recente lettera enciclica Magnifica Humanitas, esortandoci a custodire la persona e la sua dignità infinita… In un tempo di profonde solitudini e di complessivo sfaldamento dei legami sociali, avere luoghi ed esperienze in cui si prova a stare insieme, ad abbattere le barriere e a creare una convivenza pacifica è una sfida da accogliere e da promuovere – ha proseguito il Vicario del Papa – Quello che è accaduto e, ancor di più, quello che accadrà rimane una domanda aperta: siamo in grado di creare occasioni concrete di fraternità e di amicizia sociale? Attingendo alle parole che Papa Francesco ci ha consegnato nell’enciclica Fratelli tutti, la vera cura del mondo e della città si misura da come la società sa raccogliere chi è caduto: "L’inclusione o l’esclusione di chi soffre lungo la strada definisce tutti i progetti economici, politici, sociali e religiosi" (FT, 69).
Siamo, perciò, consapevoli che sarebbe sbagliato archiviare la vicenda Spin Time con il solo sgombero del palazzo. La città di Roma affronta un problema serio: il rischio di perdere l’anima che da sempre costituisce la sua vera identità. Tuttavia, vedere la rete di solidarietà attorno alle persone rimaste in mezzo alla strada ci fa ben sperare. Toccare con mano la gratuità di tanti che si sono dati da fare per procurare cibo, tende, giochi per bambini e ripari di fortuna per gli anziani è un segno di luce.
” Salvare l’esperienza dello Spin Time- sempre secondo il cardinale Reina– non si tratta di difendere a tutti i costi un “centro” fisico, ma di non perdere di vista la fraternità, vero “centro” di Roma. È la voglia di costruire una comunità in cui non prevalga solo l’interesse del più forte, del più ricco; una comunità in cui, oltre a costruire case (che servono), impariamo a edificare legami (che rimangono).”
E lo Spin Time è proprio tutto questo: l’esempio di una comunità che si fa rete, legami, solidarietà, laboratorio permanente di convivialità delle differenze»
Foto da profilo Facebook Spin Time Labs.
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