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Una parola di liberazione

Una parola di liberazione

Tratto da: Adista Documenti n° 26 del 14/07/2018

Per l'introduzione a questo articolo, clicca qui

Le storie raccontate in Mt 2,1-23 potrebbero essere rapidamente liquidate oggi come fake news o “verità alternative”. È vero che i Magi viaggiarono dall’Oriente a Gerusalemme per trovare il “re dei Giudei”? È vero che Gesù nacque a Betlemme minacciato di morte? È vero che la Sacra Famiglia fuggì in Egitto per scampare alla strage degli innocenti di Erode?

Per molti storici, il fatto che queste storie siano riportate solo da Matteo, senza paralleli nei “racconti dell’infanzia” in Luca, e senza altre citazioni in altri punti del Nuovo Testamento, getta seri dubbi sulla loro storicità. Oltretutto gli elementi miracolosi di cui queste storie sono soffuse – la stella che rivela la nascita del re bambino e guida i Magi al luogo esatto in cui trovare Gesù; i sogni come mezzo di comunicazione divina; le visitazioni angeliche – sono materiale tipico della leggenda, e non dati storiografici. Persino i Magi, figure storiche ben attestate in Persia, Babilonia e Arabia, variamente descritti come maghi, astrologi, preti zoroastriani, in questi racconti sembrano più avere la funzione di simboli religiosi che essere persone in carne e ossa.

Alcuni biblisti sono convinti che tali argomenti non compromettano la storicità del capitolo 2 di Matteo, o almeno la sua verosimiglianza. Il testo fa riferimento a personaggi storici noti come Erode, i sommi sacerdoti, i maestri della legge e Archelao, nonché ad aree geografiche identificabili come la Giudea, Gerusalemme, Betlemme, l’Egitto, Roma e Nazareth. Tuttavia, dato il suo mélange di materiale apparentemente mutuato dalla leggenda e di fatti storici, in molti ritengono che Matteo 2 appartenga a un genere letterario rabbinico noto come midrash, un tipo di letteratura che tenta di commentare e interpretare un testo biblico per mezzo di altri testi, o raccontando storie che possono essere o non essere vere per rivelare significati più profondi. Se è vero che il metodo storico-critico di lettura della Bibbia è indispensabile per distinguere i fatti dai miti nelle Scritture (sebbene ciò produca raramente una certezza apodittica), è anche vero che esso non è affatto l'unico strumento ermeneutico, né il modo più utile per i lettori contemporanei di discernere il messaggio biblico che guida le loro vite. Con il metodo storico-critico, consideriamo la Bibbia come una finestra; possiamo guardarvi attraverso per vedere che cosa è accaduto veramente: il “mondo dietro al testo”. Ma la Bibbia trasmette anche il messaggio di Dio per la nostra salvezza e funziona come uno specchio; possiamo guardarvi dentro e vedere noi stessi sulla scena della storia biblica, destinatari della parola di Dio: il "mondo nel/del testo". Soprattutto, la Bibbia è anche un po’ come la voce di Dio che ci chiama. Ci apre un nuovo modo di essere e di vivere nel mondo, un modo che la grazia di Dio ci autorizza a incarnare umilmente e con coraggio: il “mondo di fronte al testo”.

Se lette in questi due ultimi modi, le storie narrate in Matteo 2 non possono più essere considerate fake news come tendono ad esserlo nel nostro ambiente socio-politico contemporaneo. Piuttosto, hanno la funzione di chiamata radicale di Dio a cercare giustizia e avere fame di liberazione. Nello specifico, hanno la funzione di convocazione da parte di Dio a lottare accanto a tutti coloro che sono minacciati di violenza di massa, perseguitati politicamente e religiosa- mente, e costretti a fuggire dalle loro terre.

Prendete e leggete il midrash di Matteo 2 ancora una volta. Lo vedete?

Notate come i Magi chiedano alla gente di Gerusalemme notizie del «re dei Giudei che è nato». Usando la parola “re” tre volte nei primi tre versetti, una volta per Gesù e due volte per Erode, Matteo vuole attirare la nostra attenzione su questo titolo, "re dei giudei". Era questo il titolo che Erode rivendicava per se stesso. Notate l'ironia.

Erode fu eletto re dei giudei dal senato romano; comprò la sua dignità regale agendo nell'interesse dell'impero romano, soddisfacendo così i propri desideri e il proprio benessere al di sopra e contro quelli del suo popolo. Erode era quindi un re-cliente illegittimo. Al contrario, Gesù nacque re dei giudei. La sua dignità regale è suo patrimonio naturale; egli è il Figlio di Davide, essendo nato a Betlemme in Giudea, la città di Davide.

Come tutti i dittatori, Erode fece di tutto per mantenere il suo potere, che poteva sopravvivere solo a forza di menzogne, torture e omicidi: persino con una strage di bambini innocenti. Gesù, d'altra parte, era "un capo che pascerà" il popolo di Dio come il Buon Pastore, cioè colui che avrebbe fatto di tutto per prendersi cura della comunità amata, fino al punto di dare la propria vita.

Oggi, ogni cristiano, come i Magi, è sfidato a distinguere tra questi due tipi di leader politici: che siano faraoni, re o regine, presidenti o primi ministri. Oggi ogni cristiano è chiamato dal coraggioso midrash di Matteo a opporsi a coloro che agiscono come re Erode, a parlare nel nome di Gesù, il re dei giudei, in solidarietà con i beati "miserabili della terra".

Attualmente, oltre il 3% della popolazione mondiale, oltre 240 milioni di persone, è rappresentato da migranti. È una cifra sconvolgente che ha portato alcuni a definire la nostra epoca "era della migrazione". Ci sono, naturalmente, molti tipi di migranti, ma la maggior parte di essi è costituita da migranti economici. Alla ricerca di opportunità di lavoro, molti poveri vanno all'estero; la maggior parte di essi sono donne spesso sottoposte a violenza fisica e abusi sessuali, e spesso sfruttate dai propri governi e dalle aziende. Tuttavia i migranti nella situazione più tragica potrebbero essere, come la Sacra Famiglia, i migranti forzati.

Dei 65 milioni di sfollati nel mondo di oggi, oltre 25 milioni sono rifugiati. A ondate su ondate, i profughi sono stati recentemente cacciati dalle loro case in Medio Oriente, Myanmar, Africa centrale e America centrale a causa della guerra e di violenza inenarrabile. E purtroppo, spesso non hanno un luogo dove stabilirsi. Come la Sacra Famiglia, costretta a trasferirsi a Nazareth, a più di 100 chilometri dal villaggio familiare di Betlemme, non possono tornare alle loro case, occupate o distrutte dai loro nemici.

Oggi, è stata intrapresa una guerra catastrofica che sta creando una nuova generazione di migranti forzati. È l'assalto contro la terra che va sotto l'asettico nome di "riscaldamento globale". In luoghi come le Maldive, Kiribati, Isole Salomone, Fiji e Capo Verde, terre millenarie sono minacciate o sommerse dall'innalzamento del livello del mare. Popoli che non sono responsabili della crisi della creazione stanno portando la croce climatica costruita dai grandi produttori di gas serra. Alcuni di loro hanno dovuto fuggire dati i gravi pericoli per il loro benessere collettivo, le loro identità sociali e personali, per non parlare della loro appartenenza statale. E negli anni a venire, in centinaia di migliaia saranno costretti a fare lo stesso.

Mentre il riscaldamento globale obbliga i poveri a spostarsi e li disereda, un'ondata drammatica di xenofobia, razzismo, politica anti-immigrazione e islamofobia si abbatte sul globo e cattura la mente e i cuori delle nazioni presunte cristiane, tra cui gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Germania, l’Italia, l’Ungheria e la Polonia. Le memorie sovversive di Matteo 2 possono dire la verità in questa situazione incerta?

Mentre ripenso a queste storie del Vangelo, in qualche modo riesco a sentire lo Spirito dire: "Nel nome di Gesù, Maria e Giuseppe, in nome dei migranti forzati e di quelli che ritornano, in nome dei bambini massacrati dall'omicida Erode in così tante terre, tutti voi, cristiani di coscienza, insorgete! Insorgete e resistete all’avidità distruttiva, allo spargimento di sangue e alla cinica indifferenza dei grandi capi! Insorgete, con le lacrime, protestate coraggiosamente, e avvertite la vostra volubile famiglia cristiana che ha intrapreso la grande strada della distruzione! Insorgete e resistete a tutti coloro che sostengono politiche violente di esclusione e che si preoccupano solo del loro interesse personale! Pentitevi e trovate la strada migliore! Perché, se non accogliete il migrante e lo straniero, il Dio di Gesù, il Dio del Migrante Paradigmatico, insorgerà contro di voi nell'ultimo giorno!".

Queste antiche storie del Vangelo non sono uno scherzo. Lanciano una sfida profonda e hanno la capacità di sconvolgere le nostre più profonde certezze. Ricordiamo la testimonianza dei Magi. Chiunque essi fossero, astrologi, maghi, saggi, sacerdoti zoroastriani o consiglieri di corte, una cosa è certa: sono non ebrei. I goyim. I "pagani" e gli "infedeli" che la tradizione cristiana ha a lungo condannato all’inferno per la loro mancanza di fede. Ma eccoli qui: sono i primi a scorgere la stella di Gesù sorgere a Oriente; sono persone di fede coraggiose, che si assumono rischi, che agiscono in seguito alla loro scoperta intraprendendo un arduo viaggio per trovare questo re dei giudei; sono persone di preziosa devozione, perché avendo trovato il Cristo, si prostrano e lo adorano con doni di considerevole valore, oro, incenso e mirra. Sono cristiani avant la lettre. Cristiani prima che esistessero cristiani.

Apocalisse 3,22 dice: «Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese". Per alcuni, Matteo 2 è una fake news e un insieme di "verità alternative". Ma se prendiamo il testo seriamente e lo leggiamo come un santo midrash, se apriamo i nostri cuori per ascoltare lo Spirito che si rivolge al nostro mondo e al nostro se stesso più profondo, possiamo scoprire una parola viva di liberazione, una parola di Dio.  

Parte del fronte di copertina del libro di Peter C. Phan, The Joy of Religious PluralismA Personal Journey, immagine tratta dal sito di Orbis Books

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