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Abusi spirituali: servono norme chiare. Una lettera al papa

Abusi spirituali: servono norme chiare. Una lettera al papa

Tratto da: Adista Notizie n° 31 del 19/09/2026

42709 PARIGI-ADISTA. «Una forte presa di posizione da parte del Magistero» sugli abusi spirituali – difficili da inquadrare giuridicamente, per i quali il Diritto canonico non ha ancora definizioni, men che mai soluzioni – è la richiesta di un gruppo di ex membri di comunità francesi in una lettera aperta inviata a papa Leone XIV il 7 settembre scorso, pubblicata dal quotidiano cattolico francese La Croix (7/9). «Appropriazione del rapporto con Dio da parte di un’autorità umana, confusione tra fedeltà a Cristo e sottomissione a una persona o a un’istituzione, colpevolizzazione del discernimento personale e di ogni distanza critica, strumentalizzazione del concetto di obbedienza, imposizione di rinunciare a pensare e a discernere con la propria testa, pressione sulle coscienze». E poi: il dubbio come colpa spirituale, la sofferenza come segno di mancanza di fede o di generosità, la libertà interiore come elemento da schiacciare, le vocazioni forzate da pressioni affettive o «mistiche», il culto del segreto, l’idealizzazione se non la sacralizzazione dei responsabili: sono tutti segnali e indicatori dell’abuso spirituale, la forma religiosa dell’abuso psicologico, che deriva da un abuso di potere e che infesta tante comunità e movimenti ecclesiali in tutto il mondo.

La lettera è firmata da vittime di abusi spirituali, fuoriuscite dalle rispettive comunità: Bénédicte Nolet de Brauwere, ex suora della Comunità de l’Agneau, consacrata nell’Ordo Virginum a Bruxelles, teologa; Gabriel Laguarigue de Survilliers, ex fratello della Congregazione Saint-Jean, sacerdote della diocesi di Nanterre; Fabio Barbero, ex monaco della Famiglia monastica di Betlemme, dell’Assunzione della Vergine e di San Bruno, docente d’italiano in regione parigina e autore del libro Undicesimo: non pensare. Anatomia di un plagio nel mondo cattolico (Queriniana, 2025); nasce come risposta all’appello lanciato dalla lettera enciclica di papa Leone Magnifica Humanitas, volto «a risanare i rapporti e le strutture ecclesiali che deturpano la Chiesa»: «Ci ha particolarmente colpito – si legge – il fatto che, nell’elenco delle diverse forme di abuso che possono colpire la Chiesa, l’enciclica menzioni in primo luogo gli abusi spirituali», di cui essi stessi sono testimoni, «direttamente coinvolti nelle loro conseguenze deleterie, che talvolta arrivano fino alla distruzione delle persone colpite nel profondo del loro essere, nella loro intimità, nella ricerca di Dio, di senso e di verità». Sono traumi, scrivono gli autori, che spesso accompagnano il resto della vita di chi li subisce: «Eppure, queste sofferenze vengono troppo spesso minimizzate o relativizzate, perché l’abuso spirituale non sempre lascia tracce visibili e viene esercitato attraverso un linguaggio religioso socialmente valorizzato».

Nell’ottobre 2013, proseguono gli autori della lettera, «i vescovi francesi avevano accolto favorevolmente l’“Appello di Lourdes”, firmato da una quarantina di vittime, che li metteva in guardia dalle derive settarie presenti in alcune comunità e movimenti ecclesiali. A seguito di questo allarme, sono state avviate diverse misure: sono state condotte visite apostoliche e indagini canoniche, alcune comunità sono state poste sotto tutela, altre sono state invitate ad avviare profonde riforme, mentre alcune sono state infine sciolte. Diversi responsabili religiosi e religiose si sono impegnati, con coraggio e perseveranza, ad attuare le decisioni adottate». Ciò, tuttavia, non è bastato, perché «alcune comunità, talvolta anche dopo il loro scioglimento, proseguono le loro attività con mezzi subdoli. Altre resistono a qualsiasi messa in discussione e impediscono l’accesso alle loro regole di vita, che contengono disposizioni espressamente contrarie al diritto canonico. Ancora oggi, alcune comunità diffondono ampiamente un’immagine pubblica di fervore esemplare, attraente e rassicurante».

Anche denunciare abusi spirituali è ancora estremamente difficile. «Eppure, sappiamo che gli abusi spirituali sono spesso la matrice di altre forme di abuso e preparano il terreno alle violenze sessuali».

Una cornice giuridica per l’abuso spirituale

Di qui la richiesta pressante al papa di una presa di posizione netta da parte del Magistero: «che proponga una definizione giuridica e teologica dell’abuso spirituale, riconoscendolo esplicitamente come una forma di violenza che lede la coscienza, la libertà interiore e la dignità delle persone create a immagine di Dio; che garantisca a ogni postulante accolto in una congregazione o in una comunità una formazione in diritto canonico che gli consenta di conoscere i propri diritti e doveri; che esiga da ogni congregazione o comunità il rispetto integrale del diritto canonico; che chieda la creazione di organismi indipendenti, composti da persone di comprovata competenza professionale, incaricati di accogliere e ascoltare le testimonianze delle vittime senza sospetti né screditamenti sistematici, di valutare le situazioni segnalate, di individuare i potenziali meccanismi di controllo spirituale e di formulare raccomandazioni alle autorità ecclesiali che li hanno istituiti; ciò a prescindere dallo status canonico delle comunità interessate, dalla loro reputazione, dalla loro influenza e dai frutti apostolici che possono essere loro riconosciuti; che chieda uno status specifico di protezione per i membri o gli ex membri delle comunità che segnalano casi di abuso o collaborano alle indagini; che chieda alle autorità ecclesiastiche competenti di vigilare sull’effettiva attuazione delle riforme e delle raccomandazioni rivolte alle comunità e ai movimenti e di adottare, qualora queste continuino a essere ostinatamente ignorate o applicate in modo superficiale, le misure o addirittura le sanzioni previste dal diritto canonico».

Si può aderire

La lettera è stata sottoscritta, a oggi, da 211 vittime o persone vicine a vittime: fuoriusciti da 39 comunità francesi o residenti in Francia (tra cui Alliance des Cœurs unis, Communauté de l’Emmanuel, Communauté des Béatitudes, Communauté du Chemin Neuf, Communauté Saint Martin, Comunione e liberazione, Compagnia di Gesù, Famiglia di Maria /Opera di Gesù Sommo sacerdote, Fratelli e sorelle di Saint-Jean, Focolari, Fondacio, Foyers de Charité, Fraternité Eucharistein, Legionari di Cristo, Maria Stella Matutina, Opus Dei; 8 collettivi di vittime). Tra le firme in loro supporto, quelle di Isabelle Chartier Siben, presidente dell’associazione di aiuto alle vittime «C’est-à-dire»; p. Pierre Vignon, prete della diocesi di Valence, ex giudice della diocesi di Lione; Seamus Browne, presidente di AVREF, associazione di aiuto alle vittime di derive; inoltre, realtà da ogni parte del mondo; per l’Italia hanno aderito MEG Movimento Eucaristico Giovanile, Focolari, Compagnia di Gesù, Nuovi Orizzonti.

Le adesioni continuano ad arrivare numerose e il progetto è di continuare a raccoglierle firme tramite un link, che sarà disponibile a breve, e che consentirà di leggere la lettera al papa in quattro lingue e di firmare. 

*Foto presa da Unsplash, immagine originale e licenza 

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