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Dove va il voto cattolico? Una riflessione di Sandro Campanini

Dove va il voto cattolico? Una riflessione di Sandro Campanini

Su C3dem, portale di cattolici democratici, il coordinatore nazionale della rete, Sandro Campanini, riflette sul voto cattolico alle ultime europee in relazione ad un sondaggio di “Avvenire”. Da esso emerge che una buona metà dei cattolci si sarebbe astenuta e che dei votanti la maggioranza relativa andrebbe alla Lega, seguita dal Partito Democratico, non solo tra i cattolici più saltuari ma anche tra quelli che vanno a messa ogni domenica (per questa “categoria” le percentuali sono: 33 alla Lega, 27 al PD e 14 ai Cinque Stelle).

Sul tema dell’astensione, afferma Campanini, "viene da dire che è un dato preoccupante: impressiona quel 52% tra i cattolici che vanno a messa ogni settimana; in generale, al di là dei vari “gruppi” di credenti, si rimane sempre su percentuali molto alte, tanto che la media degli astenuti si staglia al 46 per cento. E questo nonostante gli appelli al voto da parte della gerarchia". "Possibile che la sfiducia verso la politica e le istituzioni abbia contagiato così tanto anche i cattolici? Sembrerebbe di sì, ma sarebbe interessante sentire il parere non solo degli esperti ma anche di tanti di noi che vivono dentro la comunità ecclesiale".

Nel merito di chi è andato a votare invece, per CAmpanini "è sempre più palese il pluralismo delle opzioni politiche, ormai da molti anni". E il voto, da anni orientato verso il centro destra premi però oggi la Lega di Salvini, "che ha programmi e modalità di rappresentazione di opzioni e obiettivi politici che ci paiono oggettivamente molto distanti – senza volerci ergere assolutamente a giudici della coerenza altrui – dalla sensibilità che dovrebbe accomunare i credenti, al di là delle legittime differenze di opinione".

Attenzione, chiosa però Campanini: "tanto per essere chiari, non stiamo dicendo che i cattolici dovrebbero votare in massa partiti di centrosinistra. Il pluralismo – lo si è detto – non solo è pienamente legittimo, ma è nelle cose. Quello che ci interesserebbe capire è su quali basi si decide di votare un partito o un altro, con quale esercizio di discernimento personale e comunitario, magari anche sofferto; se si fa lo sforzo di mettere in fila programmi, valori, ma anche di leggere il contesto storico concreto – qui ed ora – in cui le proprie scelte si inseriscono e le conseguenze che esse hanno per il futuro". "Guai se mettessimo in dubbio la coscienza. Il problema è che “coscienza” e “fai da te” per un cristiano non sono la stessa cosa…". La domanda, quindi, non è tanto “per chi voti” il cattolico, ma “quali ragionamenti, valutazioni, approfondimenti, valori ti portano a fare una scelta o un’altra”? E poi:  “sei disposto a mettere in discussione le scelte compiute, a verificarle, a non darle per acquisite per sempre, a confrontarti in modo libero e aperto su di esse”? E infine: “al di là della scelta di campo, dentro il tuo partito, schieramento ecc., porti il ‘sale’ di una testimonianza cristiana il più possibile autentica, che contribuisca a limitare gli aspetti meno accettabili e a valorizzare quelli più coerenti con la fede cristiana, seppure muovendosi sempre dentro una mediazione che non ha scorciatoie dirette, in un campo laico e non confessionale? Sei ‘coscienza critica’? O difendi e appoggi indistintamente senza discutere ogni scelta del tuo partito/schieramento?”

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