Nessun articolo nel carrello

Card. Zuppi: se per gli abusi bisogna ricorrere al civile, qualcosa non va...

Card. Zuppi: se per gli abusi bisogna ricorrere al civile, qualcosa non va...

ROMA-ADISTA. Non è sfuggita a chi si occupa di abusi nella Chiesa la risposta data dal card. Matteo Zuppi al giornalista Ezio Mauro nel corso del programma speciale "Francesco - Cronache di un papato" andato in onda su La7 il 20 aprile scorso. Zuppi, intepellato sull'azione di Francesco nella questione degli abusi e in particolare sul ricorso all'autorità civile nella denuncia, ha affermato in modo inequivocabile di ritenere che rivolgersi a quest'ultima significherebbe ammettere che nella Chiesa qualcosa non funziona.  Zuppi, dunque, non sembrerebbe ritenere il ricorso alla Procura un dovere, ancorché morale, come affermato da papa Francesco nel motu proprio Vos estis Lux Mundi: sarebbe piuttosto una ammissione di debolezza.

Di seguito la trascrizione sdello scambio, al minuto 59 dello speciale, visibile sul sito de La7

Ezio Mauro: Eminenza, per quanto riguarda gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti, Francesco ha proseguito la linea di denuncia e di condanna di papa Benedetto, ma secondo alcuni ha tenuto la questione all’interno della Chiesa senza arrivare a una trasparenza completa ingaggiando le autorità civili. Secondo lei si poteva fare di più?

Zuppi: Con lui veramente non saprei che cos’è che si poteva fare di più, poi tutti quanti noi dobbiamo fare di più, perché lui è stato rigorosissimo. Il problema della collaborazione col civile è una punta più complicato. Perché se noi non siamo in grado di giudicarci, di esaminarci, vuol dire che c’è proprio qualcosa che non va. Direi che su questo papa Francesco è stato comunque rigorosissimo, e anche nell’ascolto delle vittime. Se ascolti la sofferenza ti rendi conto e con più determinazione cambi.

Foto di Francesco Pierantoni da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.