C'è anche l'estrattivismo sanitario. Un articolo della rivista "Africa"
«Trentun governi africani sono stati contattati dagli Usa di Trump. Milioni di dollari per la sanità contro l’accesso a campioni biologici, sequenziamenti genomici, eccetera: per sempre e senza possibilità di verifica del loro uso».
È quanto racconta la rivista Africa (26 luglio) in un articolo intitolato “L’estrattivismo sanitario minaccia l’Africa” che, a seguire, precisa: «Dati contro fondi: 31 memorandum bilaterali per almeno 20,3 miliardi di dollari. Uno per uno, i governi africani (tra cui Kenya, Nigeria, Senegal, Botswana, Etiopia, Guinea, Angola, Niger, Burkina Faso) sono stati contattati dall’amministrazione Trump con un’offerta: milioni di dollari destinati al sostegno sanitario in cambio dell’accesso americano diretto, e senza necessità di approvazione preventiva, a campioni biologici, sequenziamenti genomici, cartelle cliniche identificabili, registri di sorveglianza epidemiologica, modelli di diffusione delle malattie». Ecco perché il termine corretto per tale operazione è “estrattivismo sanitario”.
La rivista spiega perché siano preziosi i dati che gli States intendono comprare: «Oltre il 60% della popolazione africana ha meno di 25 anni. Entro il 2050 il continente raggiungerà i 2,5 miliardi di abitanti, più di un quarto dell’umanità. Le giovani popolazioni offrono alle aziende farmaceutiche statunitensi qualcosa che non trovano altrove: variabilità genetica e profili immunologici non contaminati da decenni di farmacologia intensiva».
Non è affatto detto che l’iniziativa statunitense sarà coronata generale successo. «Alcuni Paesi hanno rifiutato, altri hanno firmato, altri negoziano, altri portano gli accordi davanti ai tribunali», riferisce Africa. Fra i vari esempi, fa quello dello Zimbabwe: «È stato il primo a ritirarsi dai colloqui per un accordo da 367 milioni di dollari in cinque anni, definendo il patto “asimmetrico” e pericoloso per la sovranità nazionale».
È possibile leggere l'intero articolo a questo link.
Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.
Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!
