Josef Mayr-Nusser e l’obiezione di coscienza cattolica al nazismo
Tratto da: Adista Documenti n° 28 del 01/08/2026
DOC-3470. BRESCIA-ADISTA. «Lo devo a Dio e alla mia coscienza». Con queste parole Josef Mayr-Nusser, giovane altoatesino dirigente di Azione cattolica arruolato a forza nelle SS, motivò, nell’autunno 1944, il rifiuto di prestare il giuramento di fedeltà a Hitler, decretando di fatto la propria condanna a morte: caricato su un vagone piombato di un treno che lo avrebbe condotto a Dachau, morì di stenti nel febbraio 1945, prima ancora di mettere piede nel lager nazista. Martire dell’obbedienza alla propria coscienza, nel 2017 la Chiesa cattolica lo ha proclamato beato in quanto «ucciso in odio alla fede».
A Mayr-Nusser è dedicato il libro, edito dalla Morcelliana di Brescia, di Andrea Sarri, docente di storia e filosofia presso il liceo “Carducci” di Bolzano e studioso di storia religiosa nell’età contemporanea, con particolare attenzione al rapporto Chiesa-società nelle diocesi del Trentino-Alto Adige (Josef Mayr-Nusser. L’obiezione di coscienza cattolica al nazismo, pp. 208, euro 20): un volume che, con un attento lavoro di scavo di fonti archivistiche e a stampa, restituisce un profilo storico rigoroso di Mayr-Nusser, inserendolo nel contesto della vita ecclesiale altoatesina e, in generale, nelle dinamiche che attraversavano la Chiesa romana nei suoi complessi rapporti con fascismo e nazismo durante i pontificati di Pio XI e Pio XII.
Pubblichiamo di seguito un’ampia parte della prefazione al volume di Daniele Menozzi, professore emerito di storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa, studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea.
*Foto presa da Unsplash, immagine originale e licenza
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