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Dialogo interreligioso: il punto di vista ortodosso

Dialogo interreligioso: il punto di vista ortodosso

Tratto da: Adista Documenti n° 36 del 24/10/2026

La Chiesa Ortodossa custodendo la Tradizione apostolica e la dottrina dei Santi Padri dei primi sette Concili Ecumenici, vive il dialogo interreligioso e l’impegno ecumenico come manifestazione dell’amore nello Spirito Santo. Il dialogo nasce dal Vangelo e dalla vita trinitaria: la Tradizione è presenza viva dello Spirito nella Chiesa, e genera comunione, ascolto, incontro.

In questa prospettiva si colloca la Chiesa Ortodossa in Italia, fondata da S.E.R. monsignor Antonio De Rosso, oggi venerato come sant’Antonio De Rosso. La sua spiritualità, radicata nella fede ortodossa e arricchita dalla cultura latina, ha formato una comunità centrata su Cristo, pietra angolare e fondamento della vita, capace di accoglienza, apertura e testimonianza. La Tradizione, vissuta nella sua autenticità, offre sempre un cammino di incontro: la verità illumina e guida verso la comunione.

Il Vangelo mostra continua mente questa via. Cristo richiama la centralità della misericordia: «Misericordia io voglio, non sacrifici», afferma il Signore, indicando la via della compassione. La parabola del Buon Samaritano rivela la forza dell’amore: il Samaritano si fa prossimo, fascia le ferite, sostiene chi è caduto. Cristo proclama che ogni uomo è figlio del Padre celeste, e invita a condividere il pane, a vestire chi è nudo, a ospitare lo straniero, a sostenere chi è ferito. Lo Spirito di Dio opera oltre ogni particolarità umana: «Dio può far sorgere figli di Abramo dalle pietre», afferma Gesù, indicando la potenza della grazia. Le Beatitudini esaltano gli operatori di pace, i misericordiosi, i puri di cuore: la giustizia della Croce si manifesta nella preghiera di Cristo, «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno».

Il cammino cattolico: dal Vaticano II a Francesco

Il Concilio Vaticano II ha inaugurato una stagione nuova per il dialogo ecumenico. Il decreto Unitatis redintegratio (1964) valorizza la comune radice apostolica e la fraternità battesimale, e orienta le Chiese verso una comunione fondata sulla Tradizione condivisa. A sessant’anni dalla sua conclusione, il Concilio continua a offrire un riferimento essenziale per ogni cammino di riconciliazione.

Il gesto di Paolo VI e del patriarca Atenagora I, con la cancellazione delle scomuniche del 1054, ha aperto una via di fraternità. Giovanni Paolo II ha intensificato gli incontri e le collaborazioni interreligiose. Benedetto XVI, con la sua sensibilità teologica, ha proseguito il cammino conciliare con attenzione e profondità.

Papa Francesco ha dato nuovo impulso al dialogo: la fraternità universale, l’incontro con l’Islam, il Documento sulla Fratellanza Umana, la cura dei poveri e dei migranti, la cultura dell’accoglienza, hanno collocato la Chiesa cattolica al centro del discorso ecumenico contemporaneo. Il suo magistero ha raggiunto credenti e non credenti, offrendo un linguaggio pastorale capace di generare comunione.

Leone XIV: Tradizione e apertura

Il pontificato di papa Leone XIV si inserisce in questa linea. La lettera apostolica In unitate fidei, pubblicata nel 1700º anniversario del Concilio di Nicea, indica il Credo niceno come fondamento comune per il dialogo ecumenico. Per la Chiesa ortodossa, questo richiamo possiede un valore profondo: Nicea è il cuore della fede trinitaria, e rappresenta un punto di convergenza tra le Chiese.

Leone XIV si mostra sensibile a una visione di unità nella legittima diversità, valorizzando i carismi delle Chiese e orientando il dialogo verso una comunione che nasce dalla Tradizione e si apre alla storia. La sua sensibilità teologica e pastorale potrà offrire un equilibrio tra radicamento e ascolto, tra identità e comunione, e promette un contributo significativo al dialogo interreligioso e all’ecumenismo.

La Chiesa Ortodossa in Italia: Tradizione e testimonianza

La Chiesa ortodossa in Italia, guidata dal primate metropolita Iereno I (Vitaliy Kuzhelnyy), prosegue con fedeltà il cammino tracciato da sant’Antonio De Rosso, custodendo la Tradizione apostolica e la dottrina dei Santi Padri. Accanto al primate opera il cancelliere monsignor Luca Monti di Firenze, impegnato in rapporti costanti con le altre realtà ecclesiali e religiose presenti sul territorio nazionale.

La nostra Chiesa vive la cattolicità e l’universalità del messaggio di Cristo: un messaggio che ispira accoglienza, misericordia, fraternità. Nelle comunità, nella liturgia, nella carità fraterna e nel dialogo con le altre confessioni cristiane, il Vangelo illumina ogni cammino e orienta verso una comunione sempre più profonda.

Conclusione

La Chiesa ortodossa in Italia guarda con fiducia al cammino ecumenico e interreligioso. Papa Leone XIV possiede la sensibilità necessaria per proseguire con saggezza l’opera dei suoi predecessori. Il futuro nasce dalla pace, dall’incontro, dal dialogo sincero, dalla capacità di riconoscere in ogni uomo un fratello amato da Dio. La Tradizione ortodossa, vissuta nella luce dello Spirito, orienta verso una comunione sempre più ampia, e sostiene il cammino verso una unità maggiore tra le Chiese e verso una collaborazione feconda tra le religioni.

La Chiesa cattolica, dal Concilio Vaticano II, vive una particolare consapevolezza della propria vocazione all’interno della cristianità mondiale. Tale consapevolezza mostra la forza della teologia ecumenica maturata nel cammino conciliare e sinodale della Chiesa Cattolica, e la sua capacità di incidere a vari livelli della vita ecclesiale. La sinodalità, oggi molto valorizzata, nasce dalla comunione: una comunione vissuta come metodo sinodale che genera fecondità nella costruzione di una Chiesa comunionale. L’elemento sinodale, sarà la via attraverso cui l’azione ecclesiale troverà il sostegno necessario per manifestare con fecondità la vita cristiana e la sua missione nel mondo. 

Mons. Marco Barra è arcivescovo della Chiesa ortodossa in Italia. Vive a Salerno. Già vicario generale degli Oblati Francescani Cattolici-Ortodossi, è membro del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa in Italia fondata da mons. Antonio De Rosso. La sua missione pastorale si distingue per l’amore alla liturgia, la contemplazione e il dialogo tra Oriente e Occidente. È promotore dei Convegni ecumenici di Salerno dedicati alla costruzione di ponti tra Chiese e alla collaborazione interreligiosa.

*Foto presa da Unsplash, immagine originale e licenza 

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