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SFASCIO ITALIA

Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 91 del 27/11/2010

Se ci fosse bisogno di un’immagine simbolo della miserevole condizione dell’Italia di questi tempi, la natura stessa si è incaricata di fornircela: il crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei, le alluvioni in Veneto e in Campania, i cumuli di monnezza a Napoli, le manifestazioni anti-discariche, gli immigrati “appesi” ad una gru a Brescia o a una ciminiera a Milano... Oppure le foto delle varie D’Addario, Noemi, Ruby... L’Italia sta vivendo uno dei suoi momenti più bui. Il peggio è che non se ne vede la fine, nonostante il precipitare degli eventi degli ultimi giorni con le prese di posizione di Fini, le contestazioni sempre più diffuse al premier, la perdita della prosopopea e arroganza dei ministri berlusconiani, le sempre più frequenti manganellate delle polizia a contestatori e manifestanti di diverso colore politico o senza alcun colore! Si fatica a immaginare un futuro migliore in tempi ragionevoli.

Già questa commistione tra azione di governo o, meglio, “inazione” di governo, e vita privata di Berlusconi è un’anomalia. Un governo dovrebbe essere giudicato per ciò che fa, non per la vita privata del premier. Ma da troppo tempo Berlusconi ha passato il segno. Si dice che molto di buono il governo ha fatto e fa, e questo “buon fare” avrebbe due nomi: Maroni e Tremonti. Che ha fatto Tremonti? Ha usato la “crisi” come strumento per aumentare gli squilibri sociali, per dare ai ricchi e togliere ai poveri, ha messo le mani sui fondi provenienti dal 5 per mille che gli italiani hanno destinato al cosiddetto Terzo settore, ma nel frattempo ha trovato i soldi per le scuole private, in gran parte cattoliche. Nulla da eccepire sul diritto della Chiesa di avere una sua proposta educativa attraverso scuole private ma, in una visione evangelica, testimonianza vera sarebbe in questo dissestato momento, dissestato economicamente e moralmente, un “No, grazie! Aspettiamo tempi migliori e decisioni non strumentali!”. E Maroni? Resta il principale artefice della “fortezza Italia”, il gestore del pacchetto sicurezza costruito sulle paure della gente, sapientemente create ad arte, il teorico di una sostanziale “nuova schiavitù”, colui che rende criminali i poveri e disperati.

Ma poi, è proprio vero che la vita privata di Berlusconi non c’entra con l’azione di governo? Quando un capo di governo difende e rivendica il suo stile di vita immorale e amorale secondo ogni giudizio etico, non solo di un’etica “religiosa”, e lo sbandiera come un “bel vivere” e come esempio di vita riuscita e realizzata, questo è un atto politico! E se il bel vivere si misura dalla volgarità del linguaggio e dei giudizi (barzellette sulle donne condite magari di bestemmie, contestualizzate, per carità, come chiede un illustre prelao della nostra Chiesa); dalle frequentazioni di escort (in chiaro: prostitute!), di minorenni, di personaggi almeno discussi e discutibili, dall’ostentazione offensiva della ricchezza, (sulla cui origine tanti dubbi, anche giudiziari, permangono); dal potere gestito con superficialità e spregiudicatezza, alla maniera dei sultani ottomani o dei “padroni delle ferriere”, tutto questo non è politica? Chi è immorale e amorale nella vita privata inesorabilmente è immorale e amorale anche nella vita pubblica. E la sua immoralità e amoralità diventano costume, diventano l’ethos di un popolo intero abbagliato e manipolato con un uso sapiente e spregiudicato dei mezzi di comunicazione, operazione che il Nostro ha ben condotto a partire dagli anni ‘80.

Di certo, sarà più facile ricostruire la Casa dei Gladiatori che ridare un’anima all’Italia.

* Parroco a San Giorgio in Castelceriolo (Al)

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