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Dilaga mister Thiels: è a Roma il miliardario teo-tecnocrate e suprematista statunitense

Dilaga mister Thiels: è a Roma il miliardario teo-tecnocrate e suprematista statunitense

Da due giorni i quotidiani italiani si stanno interessando della presenza a Roma di Peter Thiel, venuto per tenere una serie d’incontri per esponenti del mondo cattolico italiano sull’Anticristo e l’Apocalisse. Incontri talmente riservati da essere annunciati, solo agli invitati, a ridosso dell’evento. Il primo è stato tenuto ieri 15 marzo a Palazzo Taverna, è durato tre ore. Contro Thiel e il suo programma si è svolto in contemporanea un flash mob davanti al Ministero della Difesa in quanto è reputato “Complice del genocidio a Gaza e delle guerre”. 

Perché Peter Thiel è un imprenditore miliardario, tra gli investitori più influenti della Silicon Valley, fondatore di PayPal (venduta nel 2002) e fondatore di Palantir Technologies, la società di sorveglianza di massa che serve CIA, FBI, eserciti e governi di mezzo mondo. «Thiel è venuto nella nostra città – hanno scritto gli organizzatori del flash mob – per propagandare la sua visione del mondo radicalmente antidemocratica e suprematista, mentre con la sua azienda Palantir è complice del genocidio a Gaza, della caccia ai migranti scatenata dall’ICE negli Usa e delle guerre che si stanno scatenando nel mondo. Un tecnoligarca con le mani sporche di sangue con cui il governo Meloni intrattiene rapporti di affari tramite il ministero della Difesa, tenendoli nascosti ai cittadini e allo stesso dibattito parlamentare».

Thiel è l’«eminenza grigia del trumpismo globale», documenta Mario Sommella sul “Blog di Rivoluzionari Ottimisti” ; ha il profilo psicologico da «sociopatico», argomenta Alfredo Facchini su una riflessione facebook riportata dal giornale Contropiano che del miliardario dice: è «l’uomo che ha messo per iscritto l’ideologia del nuovo potere incarnato dalle tecno-oligarchie» ed esemplifica: «C’è una frase che riassume l’impianto mentale da cui parte tutto: Non credo più che libertà e democrazia siano compatibili”. Non è un paradosso accademico. È il mattone che regge un edificio intero: élite economiche in cabina di comando, istituzioni ridotte a scenografia, consenso popolare trattato come disturbo. Per Thiel, libertà significa unicamente proprietà, capacità d’investimento, possesso di infrastrutture. La Democrazia, costituita da persone senza capitale e minoranze, va rimossa». In un recap finale, Facchini sintetizza: «Il suo modello di “Capitalismo sociopatico” si fonda su: libertà come dominio dei proprietari, democrazia ridotta a rito marginale, crisi come passaggio utile, monopolio come ordine naturale, élite selezionate come motore della Storia». D’altronde, fra le frasi più chiarificatrici di Thiel, c’è da segnalare questa «Il problema del voto universale è l’accesso al potere di persone ostili alla libertà economica», cioè ha reso impossibile una «democrazia capitalista» pienamente libertaria.

L’Anticristo e la messa in latino

E l’Anticristo in tutto ciò? «La reinterpretazione dell’Apocalissi e dell’Anticristo da parte di Thiel ci dicono molto su come le élite della Silicon Valley stanno reinterpretando il linguaggio apocalittico per i propri scopi», leggiamo su Valigia Blu. «Nella versione della storia di Thiel, il mondo è impegnato in una lotta tra bene e male, tra chi lavora per il progresso tecnologico e la libertà e chi cerca di frenare queste libertà con leggi e regolamentazioni e agitando la paura di minacce esistenziali come il cambiamento climatico, l'intelligenza artificiale e la guerra nucleare per accumulare un potere smisurato. (…) Nel momento in cui associa all’Anticristo quelle figure e quegli organismi che si battono per la cooperazione, la solidarietà sociale e la diplomazia internazionale e alla libertà quelle tecnologie e piattaforme che, deregolamentate, si stanno facendo strumento di accentramento di potere, di autoritarismo e di discriminazione, Thiel non sta facendo altro che difendere l’ideologia libertaria dei cosiddetti tech bro della Silicon Valley, schieratisi in prima linea a favore di Trump alle ultime elezioni negli Stati Uniti: l’Anticristo che Thiel descrive sembra essere proprio lui». «Dietro il viaggio di Thiel potrebbe esserci la saldatura di questo asse tra la nuova tecnocrazia autoritaria statunitense e il nazionalismo religioso con le estreme destre europee. L’obiettivo è l’estensione di tutto quello che oggi si configura come il mondo MAGA all’Europa e smantellare lo Stato di diritto e le tutele democratiche in favore di un potere algoritmico e verticistico».

«Quella visione apocalittica Thiel intende ora portarla a Roma», scriveva Sommella nell’articolo già citato. «Ma attenzione: la teologia di Thiel non è misticismo da quattro soldi. È una costruzione politica precisa. Per lui, l’Anticristo è una figura eminentemente politica: il suo avvento coincide con l’instaurarsi di un governo mondiale unificato, centralizzato e iper-regolamentato che garantisce la pace a costo della libertà. Le promesse di “legge e ordine”, “pace e sicurezza” – gli slogan delle agenzie internazionali, dell’Unione Europea, dell’ambientalismo – sarebbero, in questa visione, l’anticamera della fine del mondo. Una tesi che giustifica ideologicamente lo smantellamento delle istituzioni democratiche sovranazionali e il ritorno a un ordine fondato sulla forza».

Il tour romano di Thiel è stato organizzato dall’Associazione culturale Vincenzo Gioberti (a questo link il comunicato che spiega la scelta dell’Associazione), di orientamento conservatore e in linea con le idee di Thiel, e dal Cluny Institute, ospitato all’interno della Catholic University of America. L’Associazione s’è data da fare per trovare una chiesa disposta a celebrare una messa rigorosamente in latino per l’ospite. Inutilmente. Riferisce La Stampa (15/3) che la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini ha risposto: «Qui non ci saranno celebrazioni di questo tipo» e che altrettanto netto è stato il Vicariato di Roma: «Non è arrivata alcuna richiesta e se arrivasse la risposta sarebbe negativa». «In Vaticano – aggiunge il quotidiano torinese – liquidano la vicenda come “materia per esorcisti” riferendosi alle teorie apocalittiche del fondatore di Palantir sull’Anticristo».

Spiega il docente di teologia del Trinity College di Massimo Faggioli (autore di Da Dio a Trump. Crisi cattolica e politica americana) a il manfiesto in data di oggi perché sia rilevante che la messa per Thiel sia in latino: «Perché esistono dei legami e anche dei cortocircuiti tra il tecnofuturismo di Thiel e Silicon Valley da un lato e le nostalgie pre-Vaticano II della cosiddetta Messa in latino dall’altro. Queste due culture sono molto differenti, ma hanno un nemico comune, il cattolicesimo social-liberale frutto del Vaticano II, quello della chiesa dei poveri, della coesistenza pacifica tra religioni, dell’idea che siamo una unica famiglia umana».

Il governo Meloni e gli affari secretati con Thiel

Quali politici della estrema destra italiana siano stati invitati all’incontro non è dato sapere. Che però il mondo di destra sia stato contento lo dimostra lo striscione apparso al Colosseo con la scritta: “Vedo Satana cadere come la folgore - Welcome Peter Thiels”.

Certo forte è la preoccupazione che il governo di Meloni possa in questa occasione sottoscrivere accordi con la Palantir. «Le opposizioni si sono mosse», informava Sommella. «Il Partito Democratico ha annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo se siano previsti incontri tra Thiel e il settore pubblico italiano. Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto pubblicamente: “Cosa verrà a fare nel nostro Paese? Sta forse cercando nuovi accordi o contratti con istituzioni pubbliche, come già avvenuto in Francia?”. Una domanda legittima, a cui – come già accaduto con l’interrogazione presentata a gennaio – non è arrivata alcuna risposta».

Ma a parte accordi futuri (o in fieri) l’Italia è già coinvolta con Palantir. Il quotidiano Domani (15/3) ha scoperto che «Il ministero della Difesa italiano ha instaurato con la controversa società di software e analisi dei dati Palantir, di proprietà del tecnoguru Peter Thiel, diventata simbolo del trumpismo più spietato. A certificare questi rapporti con il Ministero guidato da Guido Crosetto, c’è una “procedura negoziata” e “secretata” del 2024. In realtà è solo l’ultimo tassello, di certo il più importante, di una relazione iniziata alcuni anni fa (…), un procedimento per la “fornitura licenza Palantir Gotham”, dal valore di un milione di euro. Non sono specificati la durata e l’aggiudicatario. Ma i riferimenti lasciano poco spazio ai dubbi». 

«II fatturato del 2024 – spiega il quotidiano – è pari a 1,2 milioni di euro, leggermente in calo rispetto al 2023. Gli utili sono di oltre 45mila euro. Ma i dati si fermano a quasi due anni fa e riguardano solo la filiale italiana. (…) “Il procedimento è secretato. Posso solo aggiungere che è stato controllato e verificato dalla Corte dei conti”, ribadiscono dal dicastero di Crosetto». «Abbiamo chiesto anche alla filiale italiana del colosso Usa», aggiunge il quotidiano. «Tuttavia non abbiamo ricevuto alcuna risposta alla richiesta di commento».

*Foto ritagliata di Dan Taylor tratta da Commosn Wikimedia, immagine originale e licenza

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