Quel mondo nascosto della pace
(Da “Mosaico dei giorni”, rubrica di Mosaico di Pace)
Mentre la guerra e la firma dopo la guerra occupano le prime pagine con il loro carico di morte e devastazione, esiste un'altra Italia e un altro mondo che operano spesso nel silenzio. Sono le reti di volontari, le associazioni, gli oratori, le università, le amministrazioni locali e le società sportive che scelgono di rispondere alla violenza con la solidarietà. Ne sono un esempio i dodici ragazzi di Betlemme che, dopo due anni di attesa e numerosi ostacoli legati al conflitto, dal 17 al 27 giugno saranno accolti a Seregno grazie all'impegno dell'associazione Oasi di Pace, della Polis Seregno, del Comune, del Csi per il Mondo e di decine di volontari. Altri giovani palestinesi saranno ospitati a Lonate Pozzolo, Primaluna e Legnano. Per dieci giorni condivideranno l'oratorio estivo, le attività sportive, una partita di calcio, una visita a San Siro. Piccole cose. In realtà gesti che restituiscono normalità a chi cresce all'ombra della guerra. Di fronte a un linguaggio pubblico dominato da riarmo, deterrenza e nemici, queste iniziative scrivono un vocabolario diverso: incontro invece che scontro, fraternità invece che odio, cura invece che distruzione. Non risolvono da sole i conflitti, ma indicano una strada. È il lavoro discreto della pace: meno visibile delle bombe, ma infinitamente più capace di generare futuro.
*Immagine generata con IA
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