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Ucraina: indignazione e proteste per le violenze contro i Rom

Ucraina: indignazione e proteste per le violenze contro i Rom

A Lviv (Ucraina), il 25 giugno, l’assalto violento al campo in cui abitavano alcune famiglie Rom ha provocato la morte del ventiquatrenne David Pap, di 24 anni e il ferimento di altre tre persone, tra cui un bambino di dieci anni. È solo l’ultimo episodio di una serie di violenze contro insediamenti di Rom negli ultimi due mesi:  il 20 aprile a Lisa Gora; a Rudne nei sobborghi di L’viv, il 9 maggio; a Velika Beresovitsa nei sobborghi di Ternopil’, il 22 maggio; il 7 giugno al Parco di Goloseevo

La Comunità di Sant’Egidio che è in Ucraina da anni è vicina ai Rom, ha lanciato un grido di allarme e un “appello a non restare indifferenti”. «Questa escalation di violenza antigitana – si legge sul sito web – desta grave preoccupazione. Sono colpite famiglie di cittadini ucraini di nazionalità Rom, le quali vivono poveramente con tanti bambini in campi di baracche e tende fatiscenti. Quando la violenza si abbatte sui più deboli, quando cadono vittime della violenza persone appartenenti a minoranze nazionali, significa che la nostra vita civile va degradandosi. La propaganda dell’odio razziale, l’insegnamento del disprezzo e la seminagione della violenza avvelenano la nostra società e minano le radici stesse della sua esistenza».

Non resta certo indifferente la Chiesa greco-cattolica ucraina, il cui Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore ha pubblicato il 26 giugno una dichiarazione «riguardo alle violenze contro i campi rom in diverse regioni dell’Ucraina». «Con grande preoccupazione e indignazione – vi si legge – abbiamo appreso la notizia sulle violenze sempre più frequenti in diverse regioni dell’Ucraina. In questi giorni è accaduta una vera tragedia che ha provocato un morto e dei feriti, tra cui donne e bambini». «Condanniamo fermamente tali atti», aggiunge la dichiarazione. «Questo genere di azioni - chiunque le abbia fatte e qualsiasi fosse lo slogan che questi criminali usano per giustificarsi - non sono degne di una nazione europea e danneggiano lo Stato ucraino indipendente, e quindi vanno a vantaggio dei nemici dell’Ucraina». Ogni cittadino, «a prescindere dalla sua appartenenza etnica, religiosa o nazionale, deve a pieno titolo sentirsi un rispettato cittadino della propria Nazione, mentre il governo deve difendere i suoi diritti e le libertà, e prima di tutto il diritto alla vita, alla salute e al libero sviluppo».

Il Segretariato si rivolge alle autorità statali esortandole «a svolgere le indagini trasparenti e imparziali per identificare i nomi dei criminali che devono essere puniti secondo le norme della legislazione vigente». Allo stesso modo, continua la dichiarazione, «esortiamo i cittadini ucraini ad opporsi fermamente a questo tipo di comportamenti che non hanno nulla in comune con le regole e le norme cristiane e umane».

*Foto di ?????? tratta da Wikimedia Commons immagine originale e licenza

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