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Decriminalizzare l'omosessualità: organismi per i diritti umani e rappresentati LGBT incontrano il card. Parolin

Decriminalizzare l'omosessualità: organismi per i diritti umani e rappresentati LGBT incontrano il card. Parolin

CITTÀ DEL VATICANO-ADISTA. L'Istituto Interamericano per i Diritti Umani, l’Istituto Latinoamericano delle Nazioni Unite per la Prevenzione del Crimine e le Pene, l’Associazione Internazionale delle Professioni Legali, alcuni rappresentanti dell’Associazione Internazionale di Lesbiche e Gay (ILGA), alcuni parlamentari di vari Paesi insieme a difensori dei diritti umani, il 5 aprile 2019 hanno incontrato in Vaticano il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, per presentargli alcune ricerche che evidenzia, in dieci Stati caraibici, una serie violazioni dei diritti umani a causa della mancata protezione delle persone LGBT.

Dell'incontro e della consegna della ricerca sulla «criminalizzazione delle relazioni omosessuali nella regione caraibica» dà notizia anche VaticanNews (5/4). Il card. Paorolin, riferisce il direttore ad interim della Sala stampa vaticana, Alessandro Gisotti, «ha rivolto ai presenti un breve saluto, ribadendo la posizione della Chiesa cattolica in difesa della dignità di ogni persona umana e contro ogni forma di violenza». Parolin ha assicurato che «informerà il Santo Padre sul contenuto della ricerca».

Qualche informazione in più la fornisce il gruppo Gionata, con il suo comunicato del 7 aprile. Da esso sappiamo che: tra i presenti, Helena Kennedy, avvocata cattolica ed attivista per i diritti umani, ha dichiarato che il gruppo è stato bene accolto dal cardinale Parolin, il quale ha affermato che «il dialogo andrà avanti […] la violenza è sempre inaccettabile e la nostra è una Chiesa della compassione»; e che l’avvocato argentino Leonardo Raznovich ha ringraziato pubblicamente papa Francesco, riassume il comunicato, «per aver favorito questo incontro ma anche per essere intervenuto sulla gerarchia cattolica del Belize affinchè sostenga, in quel Paese, la depenalizzazione dell’omosessualità».

Al segretario di Stato, gli ospiti hanno consegnato, insieme alla ricerca, una serie di richieste, che riportiamo qui di seguito nella traduzione dall'inglese (qui testo in originale) ad opera de La Tenda di Gionata.

«1. I risultati preliminari della nostra ricerca evidenziano la probabilità di serie violazioni delle leggi internazionali sui diritti umani e la mancata protezione dei diritti fondamentali delle minoranze vulnerabili in dieci giurisdizioni dei Caraibi.

2. Alla luce della gravità dei fatti esposti al Segretario di Stato, chiediamo umilmente al Vaticano di rilasciare una dichiarazione pubblica per chiarire la posizione ufficiale della Santa Sede, alla luce dei passi concreti di papa Francesco per risolvere la situazione del Belize e l’opinione dell’esperto indipendente di identità di genere ed orientamento sessuale designato dalle Nazioni Unite per questo incontro: “Sono convinto che un pronunciamento di Sua Santità sarebbe di fondamentale importanza per combattere la violenza e la discriminazione che colpiscono centinaia di milioni di persone ogni giorno”.

3. Chiediamo quindi umilmente alla Chiesa di dichiarare che:

La dignità umana implica il rispetto di ogni persona in quanto creata da Dio, per cui la criminalizzazione delle persone LGBT è oggi, proprio come nelle epoche più buie della storia dell’umanità, una manifestazione di odio irrazionale per ciò che è diverso dalla norma, e che per questo l’omofobia, è un sentimento di odio e rifiuto che la Chiesa condanna in ogni situazione.

4. Chiediamo anche che:

I. La Chiesa incoraggi la comunità internazionale a considerare un intollerabile affronto alla dignità umana la criminalizzazione dell’omosessualità e di ogni forma di atto intimo consensuale tra adulti, sessuale o meno;

II. La Chiesa inviti tutti i Paesi a impegnarsi nella promozione e nella protezione dei diritti umani per tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, introducendo misure legislative e amministrative che impediscano sanzioni penali, esecuzioni, arresti e detenzioni e ogni forma di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere;

III. La Chiesa incoraggi tutti i cristiani e tutte le conferenze episcopali, nazionali e regionali, senza eccezioni, di lavorare per la legalizzazione dell’omosessualità e per l’abolizione di ogni forma di pena che colpisce gli atti sessuali intimi e consenzienti tra adulti, ovunque questi siano penalmente perseguiti, senza se e senza ma;

IV. La Chiesa inviti tutti i Paesi a dichiarare illegali le cosiddette terapie “riparative” o “di conversione” in quanto cure degradanti e crudeli, e a impedire ai professionisti della sanità di prendervi parte in qualsiasi modo».

*Foto tratta da Pixabay License, immagine originale e licenza

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