Sostituzione etnica. Tonio Dell'Olio risponde al ministro: "siamo tuti meticci"
«Dobbiamo pensare anche all'Italia di dopodomani. Per queste ragioni vanno incentivate le nascite. Va costruito un welfare per consentire di lavorare a chiunque e avere una famiglia. Non possiamo arrenderci al tema della sostituzione etnica». «Le nascite non si incentivano convincendo le persone a passare più tempo a casa, perché si intensificano i rapporti, come ha sostenuto qualcuno, non è quello il modo. Il modo è costruire un welfare che permetta di lavorare e di avere una famiglia, sostenere le giovani coppie a trovare l'occupazione. Non possiamo arrenderci all'idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada». I due virgolettati sono tratti dal discorso del ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, al congresso nazionale della Cisal ieri 18 aprile.
Oggi, Tonio Dell'Olio, nella sua rubrica “Mosaico dei giorni” commenta:
«Per impedire quella che si ostinano a definire "sostituzione etnica" non c'è che la pulizia etnica. Può essere condotta in maniera preventiva impedendo il radicamento nella nazione di "razze aliene" oppure cacciando via o sopprimendo gli attentatori come abbiamo dovuto registrare amaramente nel corso di alcuni conflitti armati anche recenti. Poi c'è l'almanacco delle misure interne che punta a incentivare la proliferazione della purezza etnica riconoscendo benefici premiali per ogni bambino italico che viene al mondo e favorendo in tutti i modi le condizioni che possono permettere di mettere al mondo figli senza danno economico. Per quanto quelle teorie e quelle misure possano suscitare in noi ilarità, sono convinto che le parole che sfuggono a un ministro nel corso di un discorso pubblico, sono una piccola quota parte di quelle che si declamano in alcuni circoli ristretti attorno a un boccale di birra autoctona. Quel che non si comprende è quale etnia vuole proteggere il ministro. Quella contaminata dalla calata dei longobardi o quella precedente all'incontro con i normanni? Gli arabi li consideriamo mischiabili oppure teniamo solo gli ispanici e i franchi? La verità è che siamo tutti meticci e, da che mondo è mondo, siamo destinati "naturalmente" a quell'imbastardimento da cui il ministro vorrebbe preservarci».
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