Nessun articolo nel carrello

Rom e Sinti / Un appello Il vaso di Pandora

Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 54 del 16/05/2009

Rom e Sinti: l’integrazione passa attraverso l’abolizione dei campi ed efficaci processi di inserimento, nel lavoro, nella scuola e nella società.

 

È passato ormai quasi un anno da quando il Governo attuale ha emanato le “disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi nel territorio”.

Ordinanze con cui – oltre al censimento di Rom e Sinti nelle città e all’espulsione degli irregolari – si sarebbe dovuto  provvedere ad abolire i campi abusivi e a realizzare interventi idonei a ripristinare i livelli minimi delle prestazioni sociali e sanitarie in una comunità in parte composta da cittadini italiani, in parte da immigrati di varia origine, che è arduo ridurre allo stereotipo del “nomade”, termine che ne banalizza le problematiche sociali e ne nega l’identità culturale.

Ma soprattutto le ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri proponevano interventi finalizzati a favorire l’inserimento e l’integrazione sociale delle persone trasferite nei campi autorizzati, predisporre misure di sostegno per i minori, favorire la scolarizzazione e l’avviamento professionale e il coinvolgimento nelle attività di realizzazione o di recupero di abitazioni.

Di tante proposte fatte, all’attivo possiamo rilevare purtroppo solo lo sgombero forzato di taluni campi abusivi, con lo spostamento in altre località delle popolazioni Rom e Sinti, qualche espulsione ed un censimento sostanzialmente fallito di queste popolazioni presenti in Italia.

In effetti il censimento, affidato alla Croce Rossa, ha avuto risultati molto parziali, tanto che ora ne è iniziato un secondo, questa volta attuato direttamente dalle autorità.

Per quanto riguarda le misure vere d’integrazione, non vi sembrano essere progetti di avvio al lavoro, progetti abitativi per popolazioni che da anni hanno abbandonato il nomadismo, progetti veri di inclusione scolastica, che non si riducano a qualche pulmino per il trasporto dei bambini, misura certo necessaria ma non sufficiente perché non contempla il supporto scolastico e la mediazione culturale necessaria a superare le incomprensioni dei bambini stessi, nonché a volte le resistenze dei loro stessi genitori.

Nessuna particolare iniziativa, inoltre, sembra essere proposta per i Rom e Sinti italiani i quali, se non versano nella situazione di estrema emarginazione che riguarda soprattutto i rom immigrati dai Balcani, rappresentano comunque ad oggi l’unica minoranza linguistica non riconosciuta, con il pretesto del mancato vincolo ad un territorio regionale definito, malgrado il dettato costituzionale valga certo anche per questi nostri concittadini.

Le forze politiche di opposizione, d’altro canto, non hanno contribuito neppure loro a sollecitare concrete politiche d’integrazione principale antitodo alla diffidenza ed al razzismo necessarie per rispondere alle giuste esigenze di sicurezza dei cittadini.

Sino ad ora si sono positivamente distinte solo alcune amministrazioni locali, che hanno avviato pregevoli misure che dovranno costituire oggetto di approfondimento per poter valutare e diffondere le buone pratiche esistenti.

Fin da luglio 2008, un gruppo di cittadini di buona volontà ha lanciato una campagna politica e culturale volta a contrastare la campagna d’odio e le discriminazioni lanciate contro queste popolazioni. L’obiettivo era ed è quello di segnalare la pericolosità del razzismo, in qualunque forma esso si manifesti e si giustifichi. Il messaggio, rivolto alle Istituzioni ed alla società civile, aveva il fine di favorire un terreno di dialogo e di ricerca di soluzioni concrete di integrazione, unica strada capace di impedire gravi lacerazioni sociali, nonché la violazione dei diritti fondamentali delle persone.

La campagna ha prodotto un appello sottoscritto da oltre 650 rappresentanti del mondo della politica, della cultura, dello spettacolo, del sindacato, nonché due seminari rivolti al dialogo con le autorità locali e nazionali, eventi in cui tutte le rappresentanze del mondo Rom e Sinti hanno trovato alto spazio di espressione e proposta.

Le due iniziative pubbliche  si sono tenute, rispettivamente, il 9 luglio 2008 e il 10 marzo 2009; eventi ai quali hanno partecipato centinaia di cittadini di tutte le estrazioni e provenienze.

Il pregio di questa campagna culturale ci pare essere quello di aver cercato di fare appello a tutte le rappresentanze del popolo zingaro in un dibattito che ha coinvolto politici, uomini di cultura, associazioni, sindacalisti. Un evento non di semplice testimonianza ma volto a produrre proposte concrete con cui chiedere alle autorità di misurarsi.

I limiti di un lavoro su questo terreno è la scarsa conoscenza del frastagliato mondo di Rom e Sinti, presenti in Italia da tempo immemorabile, in maggioranza italiani, ma ancora discriminati e trattati all’insegna dell’emergenza e della pubblica sicurezza.

È necessario, noi crediamo, costituire un pool di esperti, provenienti dal sociale e dal mondo della cultura e, soprattutto, dalle rappresentanze Rom e Sinti, capace di dar vita ad una indagine conoscitiva e di proposta sulla condizione zingara in Italia. L’obiettivo è quello di conoscere e far conoscere maggiormente questo universo ed i suoi problemi, al fine di suggerire proposte e strumenti maggiormente precisi ed efficaci.

Per questo motivo, i promotori dell’appello, che abbiamo denominato “vaso di Pandora”, si rivolgono agli studiosi ed agli operatori del sociale – che abbiano o no firmato il nostro appello – al fine di costituire un tavolo di  studio ed approfondimento, per un’indagine i cui risultati verranno esposti in un apposito seminario che verrà convocato per il prossimo autunno.

Gli approfondimenti e le informazioni raccolte dovranno costituire materiale utile per la predisposizione di un vero e proprio rapporto nazionale sulla condizione dei Rom e  Sinti, in Italia.

 

Per le adesioni, si prega di far riferimento ai seguenti indirizzi:

g.casucci@uil.it;

p.soldini@cgil.it;

hein@cir-onlus.org

luca.cefisi@gmail.com

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

50 anni e oltre

Adista è... ancora più Adista!

A partire dal 2018 Adista ha implementato la sua informazione online. Da allora, ogni giorno sul nostro sito vengono infatti pubblicate nuove notizie e adista.it è ormai diventato a tutti gli effetti un giornale online con tanti contenuti in più oltre alle notizie, ai documenti, agli approfondimenti presenti nelle edizioni cartacee.

Tutto questo... gratis e totalmente disponibile sia per i lettori della rivista che per i visitatori del sito.