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Gender. Ancora lì? Povero papa!

Gender. Ancora lì? Povero papa!

Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 36 del 22/10/2016

Questa riflessione, firmata “semplicemente Marta, una madre”, è apparsa sul sito di Progetto Gionata, portale su fede e omosessualità.


Oggi, ascoltando i servizi giornalistici televisivi di varie testate, sono rimasta molto male. Davvero. Non so come siano andate davvero le cose, e se papa Francesco abbia detto proprio così, durante la visita in Azerbaijan, non lo so. Ma a sentire certe affermazioni che gli vengono attribuite, devo confessare che ci sono rimasta male.

Pensavo che la storia del gender fosse chiarita, che fosse chiarito che è una invenzione di certi ambienti cattolici, restii ad accettare cambiamenti nella vita della Chiesa. Certo, un papa, per quanto sia capace di aggiornarsi ed informarsi su tante cose, difficilmente riesce ad aggiornarsi ed informarsi personalmente su tutto, e immagino che si affiderà a dei consulenti, a degli esperti di sua fiducia. Ma a che consulenti si affida? Dico questo perché stimo troppo l’intelligenza e la sensibilità, e soprattutto la vocazione pastorale di papa Francesco, per pensare che lui davvero pensi le cose che ha detto, o che gli hanno attribuito.

Già. È triste però. Direi che se ha detto proprio così come riferisce la stampa, ha toppato. Ma come si fa a dire che la teoria gender (esiste???) è stata inventata per distruggere la famiglia! Diciamolo ancora una volta: la cosiddetta teoria “gender” (intesa come una teoria che sostiene sia possibile indirizzare i bambini verso comportamenti tipicamente maschili o femminili, a prescindere dal proprio sesso naturale, e che certi cattolici sostengono che sia propagandata da ambienti filo-gay, come se si potesse scegliere di diventare gay), non esiste. Esistono sì degli studi sul “genere” e sui comportamenti, sulle aspettative e sui condizionamenti sociali legati al “genere”, all’essere nati maschi o essere nati femmine, studi che hanno evidenziato come molti comportamenti siano socialmente determinati, e non “naturalmente”, ecc., non sto qui a ricordare tutta la questione. Ma nessuna persona seria ha mai pensato che maschi o femmine si potesse diventare per scelta, al di là della propria natura. Ovviamente discorso a parte meritano le persone “trasgender”, nel senso che sono persone nate biologicamente maschi o femmine, ma che poi si sentono appartenere, dal punto di vista psicologico, al sesso opposto. È tutta un’altra storia, che nulla ha a che fare con la cosiddetta “teoria gender”. Ecco, quello che mi dispiace è che il papa su questo si sia ingannato, pensando vera una cosa che è stata inventata ad arte, per gettare fango e discredito su chi la pensa in modo diverso da certi ambienti cattolici, diciamo pure “integralisti”.

Già la Chiesa sta perdendo, e non da adesso, ascolto, credibilità presso tante persone, soprattutto giovani. Bisogna voler proprio tanto bene al papa per tollerare una uscita di questo genere!

Ma che ne sanno questi tromboni moralistici, capaci soltanto di guardare la pagliuzza nell’occhio del fratello, che ne sanno della fatica di vivere, della fatica di sentirsi “sbagliati” in un mondo che non accetta la varietà dei colori naturali, degli orientamenti spontanei del desiderio, varietà che nascono spontanee nel cuore degli uomini e delle donne! Che ne sanno della fatica di sentirsi “sbagliati”, e dello sforzo per comportarsi secondo le aspettative e secondo la morale comune, tradendo quello che è l’autentico battere del proprio cuore, l’autentico desiderio, che non può essere imbrigliato e diretto dove non vuole andare, pena una sofferenza inumana, indegna di un mondo che vorrebbe diventare, in qualche modo, un anticipo del Regno di Dio?

Io non ho voluto neppure commentare con mio figlio Marco, stasera, mentre seguivamo le notizie in televisione. Mi avrebbe detto: “E che ti aspettavi? Il papa è il papa, e questo è quanto”.

Come nel gioco dell’oca, ho la sensazione che nel dialogo per aprire il cuore dei miei figli alla sensibilità spirituale e alla comprensione del messaggio di Gesù Cristo, stasera i dadi mi abbiano rimandato alla casella di partenza. Marco mi dice spesso: “Mamma, tu sei cristiana, non sei cattolica”. Come se le due cose non potessero stare assieme. 

* Immagine originale e licenza.

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