Nessun articolo nel carrello

I minerali strategici nella transizione verde: un banchetto per il crimine organizzato?

I minerali strategici nella transizione verde: un banchetto per il crimine organizzato?

Dopo l’approfondimento di Nigrizia sulla crescita dell’incidenza di malattie respiratorie vicino alle miniere congolesi di cobalto, un articolo della rivista Africa – fondata dai padri bianchi, edita da Internationalia srl – racconta un altro aspetto allarmante dell’aumento della domanda globale di minerali strategici per la transizione energetica: l’infiltrazione dei gruppi criminali nelle catene di approvvigionamento delle materie prime. E racconta il caso dello Zimbabwe dove, «nonostante gli sforzi del governo, il traffico illecito» del litio non si ferma.

«La corsa alle materie prime – spiega l’autrice dell’articolo Marisa Cocchiaro, del Centro Studi Amistades – in Africa rischia di alimentare la corruzione, il contrabbando e una serie di problemi sociali, ambientali e di governance. Il litio è uno di queste materie prime, spesso è infatti chiamato “oro bianco” data la sua importanza nel settore delle energie rinnovabili».

Lo Zimbabwe può coprire fino al 20% della domanda globale di litio, sottolinea ancora Cocchiaro: un potenziale enorme che porta però scarsi benefici al Paese e alle popolazioni locali, dal momento che il prodotto viene esportato per lo più in forma grezza – e si perde così la fase (e il guadagno) della raffinazione – ma anche perché le miniere sono gestite da multinazionali straniere «che non apportano grandi benefici occupazionali alla popolazione locale e che contribuiscono all’inquinamento ambientale».

In questi ultimi anni il governo di Harare ha deciso di investire sul litio per capitalizzare la crescita della domanda globale, sospinta dalla transizione green e dalle esigenze dell’industria elettronica e militare. Paradossalmente, però, sembra averne beneficiato principalmente le fitta rete delle organizzazioni criminali, che possono contare su mercati paralleli, investimenti in tecnologia, riciclaggio di denaro, e copertura da parte delle élite politiche corrotte.

Leggi l’articolo “Chi controlla i minerali della transizione verde? Il caso dello Zimbabwe” sulla rivista Africa

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.