Dorothy Day, una "pellegrina di speranza". Convegno di studi all'università Gregoriana
ROMA-ADISTA. Nell’autunno del 1965, Dorothy Day arrivò a Roma per partecipare alla sessione finale del Concilio Vaticano II, guidando, insieme ad altre 19 donne, dieci giorni di digiuno e preghiera per la pace e chiedendo al Concilio di condannare l’uso delle armi nucleari. A sessant’anni da quel “pellegrinaggio di speranza” e a 45 anni dalla morte di Dorothy Day (29 novembre 1980), la Pontificia università gregoriana, insieme all’università di Notre Dame e al Manhattan college, commemora l’attivista statunitense con un simposio accademico che raccoglierà anche testimonianze dirette, tra cui quelle delle sue nipoti Martha e Kate Hennessey, nonché di Robert Ellsberg, suo biografo e amico personale. “Una pellegrina di speranza” è quindi il titolo del pomeriggio di studio promosso dal Dipartimento di teologia morale e teologia spirituale della Pontificia università gregoriana, che si terrà nel pomeriggio del prossimo 26 novembre.
«L’impegno di Dorothy per i poveri e per la giustizia sociale è ancora profondamente necessario nel mondo di oggi», spiega Donna Orsuto, direttrice del Dipartimento di teologia morale e teologia spirituale. «La sua figura è stata cara a numerosi pontefici, da Paolo VI, dalle cui mani ricevette la comunione durante il Terzo congresso mondiale per l’apostolato dei laici, a papa Francesco, che la inserì tra i quattro grandi modelli di interpreti della realtà che propose nel suo discorso al Congresso degli Stati Uniti. Così pure papa Benedetto XVI la citò, in una delle sue ultime udienze, tra gli esempi di “grandi convertiti” in un’epoca di eclissi del sacro. Dorothy Day è dunque un esempio di convergenza tra profonda spiritualità e autentico impegno civile».
Il pomeriggio di studio si aprirà con i saluti del rettore p. Mark Lewis, S.J. e della professoressa Orsuto. La prima tavola rotonda approfondirà il significato, l’originalità e i limiti della spiritualità di Dorothy Day (Robert Ellsberg, Orbis Books, Margaret R. Pfeil, University of Notre Dame) mentre la seconda proporrà una valutazione critica del suo impegno sociale (Kevin Ahern, Manhattan university e p. Diego Alonso-Lasheras, Pontificia università gregoriana). L’intervento conclusivo sarà affidato alla testimonianza diretta di Martha e Kate Hennessy, nipoti di Dorothy Day, in dialogo con p. René Micallef (Pontificia università gregoriana).
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