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Il sindaco di Capaci ai giovani: comunicate adesso la vostra obiezione di coscienza alle armi

Il sindaco di Capaci ai giovani: comunicate adesso la vostra obiezione di coscienza alle armi

In quanto referente territoriale di Palermo del “Movimento Nonviolento”, Augusto Cavadi – insieme a Enzo Sanfilippo e Maria Albanese della Comunità dell’Arca Nonviolenza e Spiritualità – informa su una «importante scelta del Sindaco di Capaci» Pietro Puccio nell’ambito della campagna nazionale di obiezione alla guerra del Movimento Nonviolento e della campagna “Un’altra difesa è possibile”.

L’annuncio del sindaco è avvenuto il 16 aprile durante un’assemblea cittadina sul tema “Venti di guerra. Conflitti e prospettive di pace”, co-organizzata dal Centro territoriale di Palermo, in stretta sinergia con la Comunità dell’Arca Nonviolenza Spiritualità, con l’Amministrazione comunale di Capaci (Palermo) un’assemblea cittadina, alla quale ha partecipato un’esponente del “Presidio donne per la pace”.

Innanzitutto una premessa, scrive la nota: «A differenza di ciò che si suppone generalmente, la leva obbligatoria al servizio militare in Italia non è stata abolita, ma solo sospesa. Ciò significa che, in caso di emergenze, basterebbe un decreto governativo per riattivarla (senza nessun passaggio parlamentare)».

«A riprova di questa situazione – spiega la nota – ogni anno i Comuni sono obbligati a trasmettere al Ministero della Difesa i nominativi dei giovani maschi che, compiendo i 17 anni di età, sono d’ufficio iscritti nella lista dei richiamabili all’obbligo di leva. Secondo la normativa vigente le amministrazioni locali devono recepire e segnalare le osservazioni degli interessati (i ragazzi iscritti e/o i loro genitori) aggiornando le liste “tenendo conto delle modifiche relative alla situazione dei singoli iscritti, e di ogni altra variazione rilevante” così come previsto dall’art. 1938 del Codice dell’ordinamento militare».Ne deriva che le amministrazioni locali «sono tenute a registrare, ove pervenuta, la volontà dei giovani intenzionati a dichiararsi sin d’ora obiettori di coscienza al servizio militare e disponibili a alle forme di difesa nonviolenta, previste dal nostro ordinamento».

In ottemperanza a tale legislazione, «la Giunta municipale di Capaci, prima in Italia, ha assunto pubblicamente un duplice impegno: nell’immediato, protocollare e trasmettere le eventuali dichiarazioni in tal senso da parte dei giovani cittadini interessati; inoltre, dal prossimo anno, informare a tappeto i giovani che andranno maturando l’età anagrafica prevista sia della loro iscrizione automatica alle liste di leva, sia della possibilità di esprimere volontà di obiezione di coscienza per motivi personali o morali».

«Evidentemente queste dichiarazioni, in assenza di una vera e propria cartolina di precetto – osserva la nota – hanno valore etico e politico, non giuridico. Stante l’attuale normativa, si accede infatti allo status di “obiettore di coscienza” solo in caso di guerra o di grave crisi internazionale se, entro quindici giorni dalla effettiva chiamata alle armi, si formalizzi in forma legale la propria obiezione di coscienza».

Per i giovani che volessero scrivere ai sindaci per il proprio “no” a un eventuale ingresso nelle Forze armate ecco il link http://trefinestre.com/17-anni.

Questa proposta, commenta la nota, «se accolta da tanti altri Comuni italiani, potrebbe costituire un fortissimo messaggio di concreta avversione al paradigma bellicistico». Inoltre essa troverebbe forza nell’approvazione del disegno di legge di iniziativa popolare che chiede l’istituzione di un Dipartimento governativo per la difesa civile non armata e nonviolenta. «Già nella giurisprudenza in vigore – leggiamo ancora – la Repubblica italiana prevede che il dovere costituzionale di “difendere la Patria” (articolo 52) può essere adempiuto sia militarmente che mediante strategie e tecniche di lotta nonviolente. Ma, mentre esiste un esercito che addestra chi sceglie le armi, lo Stato democratico non ha ancora predisposto una struttura che formi cittadini e cittadine per la seconda opzione (nonostante sia più compatibile con l’articolo 11 della Costituzione, secondo cui “L’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti”) e con le sentenze della Corte Costituzionale che ha riconosciuto pari dignità alla difesa armata e a quella non armata. Per raggiungere entro settembre 2026 le 50.000 firme necessarie si può firmare il relativo modulo in presenza di un’autorità municipale o, in alternativa, accedendo al link del Ministero della Giustizia: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008

*Immagine generata da IA

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