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Oggi, il primo ministro Pedro Sánchez ha incontrato il papa: un momento d'ora fra Spagna e Vaticano

Oggi, il primo ministro Pedro Sánchez ha incontrato il papa: un momento d'ora fra Spagna e Vaticano

«Pieno accordo»: è stato questo il commento riassuntivo del capo del governo spagnolo Pedro Sánchez dopo aver incontrato papa Leone XIV durante una visita in Vaticano iniziata alle 9 di stamattina. Non c’è da dubitarne, conoscendo il pensiero, le parole e gli atti dell’uno e dell’altro sui temi che più urgono a entrambi: politiche migratorie, pace, protezione dei più vulnerabili, prospettiva umanistica dell’Intelligenza Artificiale, multilateralismo, rispetto del diritto internazionale.

E poi ci sono gli accordi bilaterali già raggiunti firmati tra il Governo e il Vaticano, dei quali il primo ministro ha parlato soprattutto con il segretario di Stato Pietro Parolin, traendone, come ha detto nella conferenza stampa conclusiva, «un giudizio molto positivo». Il riferimento è agli accordi più recenti, dal «nuovo sistema misto per i casi di abusi sessuali, alla ridefinizione della Valle di Cuelgamuros (precedentemente Valle de los Caídos, ndr)», che «sono un ottimo esempio di questa armonia e volontà di raggiungere un accordo con la Chiesa cattolica».

Questo – è innegabile – non vuol dire che non ci siano questioni sulle quali la concordia è molto più scarsa, per esempio l’aborto, l’eutanasia, la definizione di matrimonio e famiglia, il significato della sessualità umana. Temi che non sappiamo siano stati affrontati durante la permanenza del primo ministro spagnolo in Vaticano.

Si legge nel Bollettino della Sala stampa vaticana di oggi che «nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato è stato espresso compiacimento per l’imminente Viaggio Apostolico del Santo Padre, segno delle buone relazioni che intercorrono tra la Santa Sede e la Spagna. Si è fatto, poi, riferimento ad alcune questioni di comune interesse, quali la necessità di favorire un dialogo proficuo tra la Chiesa locale e le Autorità governative, nonché tra le varie componenti della società civile, basato sul rispetto reciproco e volto alla promozione del bene comune. Nel prosieguo della conversazione ci si è soffermati su temi di carattere internazionale, con speciale riferimento alle ripercussioni dei conflitti nel mondo, alle migrazioni, all’importanza del multilateralismo e del rispetto del diritto internazionale, nonché all’urgenza di un impegno costante a sostegno della pace».

Certamente la visita è stata anche l’occasione per i due capi di Stato di parlare della visita che il pontefice sta per compiere nel Paese iberico dal 6 al 12 giugno prossimo.

«Sarà un immenso onore per la Spagna riceverlo», ha dichiarato Sánchez. «Leone XIV sta dimostrando, con le sue dichiarazioni, di essere fonte di ispirazione in un mondo che ne ha più bisogno che mai, di fronte a sfide evidenti come lo sviluppo tecnologico. Le sue parole ci spingono a difendere la dignità umana, a proteggere i più vulnerabili e a offrire speranza per un mondo impegnato per la pace».

Il Papa «propone il buon senso di fronte alla legge della giungla», ha continuato il primo ministro parlando con i media. «C’è un programma di puro buon senso nelle politiche difese dal governo spagnolo. È buon senso impegnarsi per la pace. Ciò che non ha senso è appoggiare priorità nazionali o teorie di sostituzione in un Paese che ha regolarizzato lo status degli immigrati residenti nel nostro territorio in cinque diverse occasioni». Sulla migrazione «la Chiesa cattolica e il Governo sono in piena sintonia», «il Papa condivide la nostra prospettiva sulla migrazione», che sarà «un punto chiave del suo programma durante il viaggio in Spagna, e in particolare alle Isole Canarie».

L’incontro, secondo Sánchez, si è concentrato su temi chiave, quali: «la difesa condivisa della pace attraverso il dialogo, la diplomazia e la parola, che costituisce il fondamento del diritto internazionale» («Questo – ha detto – è il nostro vero baluardo contro la guerra, non la corsa agli armamenti»); la «lotta contro la povertà e la malnutrizione e la difesa della salute globale»; la “prospettiva umanistica comune nello sviluppo tecnologico». «Il Papa ha ragione: nessuna tecnologia è neutrale, e l'IA non fa eccezione».  «Solo il multilateralismo e la governance globale – ha sottolineato – possono fornirci le norme comuni necessarie per ampliare la “magnifica umanità” di cui parla il Papa nella sua enciclica».

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