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Colombia, primo turno di elezioni: più votato il candidato di destra. Ma è sicuro?

Colombia, primo turno di elezioni: più votato il candidato di destra. Ma è sicuro?

BOGOTÀ-ADISTA. I due candidati che, in Colombia, si contenderanno lo scranno di capo dello Stato il prossimo 21 giugno, al secondo turno delle elezioni presidenziali, sono Abelardo de la Espriella, del Movimento de Salvación Nacional, di destra, e Iván Cepeda, del Centro Historico, di sinistra. Li hanno votati i 24 milioni di colombiani (il 8% degli aventi diritto) che si sono recati alle urne al primo turno, il 31 maggio, ma quale dei due abbia ricevuto più consensi non è semplice da decretare.

È vero che, con il 99,98% delle schede scrutinate, de la Espriella è risultato primo con il 43,7 per cento dei voti, pari a oltre 10,3 milioni di preferenze, e il senatore Cepeda è stato invece scelto dal 40,9 per cento dell’elettorato (circa 9,8 milioni di voti), ma la questione che si sta ponendo a urne chiuse è: c’è da fidarsi di chi ha contato i voti?

Non si fida Cepeda, né si fida il presidente uscente, Gustavo Petro (del partito di Cepeda), fino a dichiarare di non riconoscere il risultato, perché si tratta di un pre-scrutinio, un conteggio preliminare senza effetto legale in quanto eseguito da una società privata, il cui computo registrerebbe inoltre 800mila elettori in più di quanti figurano nel censimento ufficiale: «Il cosiddetto conteggio trasmesso non ha forza vincolante – ha sostenuto nel suo account ufficiale su X –. I suoi dati non sono di dominio pubblico. Come presidente, non accetto i risultati del conteggio preliminare effettuato dalla società privata dei fratelli Bautista, perché, nonostante gli algoritmi del software di conteggio e scrutinio dovrebbero rimanere statici, nell'ultima settimana sono stati modificati tre volte e sono state aggiunte 800.000 carte d'identità di persone che non figurano nel censimento ufficiale presentato». «Pertanto, e in conformità alla legge, accetterà i risultati solo quando le commissioni elettorali, dirette dai giudici della Repubblica, confermeranno gli esiti del giorno delle elezioni».

Se anche lo scrutinio ufficiale confermerà tale esito, sarà la smentita dei sondaggi https://www.adista.it/articolo/75781

 effettuati pochi giorni prima del 31 maggio, che davano il filosofo, difensore dei diritti umani e abile negoziatore Iván Cepeda come il più votato; e al secondo posto, de la Espriella, l’avvocato, difensore della libera impresa, fautore della più dura lotta contro le bande criminali.

Non sarebbe l’unico errore dei sondaggi. Più sorprendente il crollo di Paloma Valencia, la candidata di destra sostenuta dall'ex presidente Álvaro Uribe, che sembrava godesse di un 15% dei favori dei colombiani decisi a recarsi alle urne, ha raggranellato (si fa per dire) 1,6 milioni di voti, il 6,9%.

*Immagine generata con IA

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