Colombia: destra e sinistra si preparano per il ballottaggio delle elezioni presidenziali
«Non ci sono irregolarità di tale portata da poter parlare di frode». Con queste parole Iván Cepeda, il candidato del Pacto Historico, partito della sinistra in Colombia, ha implicitamente riconosciuto la vittoria del primo turno delle elezioni presidenziali (31 maggio) del suo avversario Abelardo De la Espriella del movimento di destra Salvación Nacional. De la Espriella ha ottenuto 10.361.499 voti, pari al 43,74% del totale, Cepeda 9.688.361 voti di Cepeda, ovvero il 40,90%.
«Il nostro apparato di revisione e osservazione dei risultati ha lavorato intensamente e finora, devo dirlo perché sono una persona seria e trasparente, non abbiamo trovato irregolarità sufficientemente gravi da parlare di brogli», ha dichiarato Cepeda nel corso di una conferenza stampa a Bogotà.
Ha spiegato che nelle ore successive al voto erano sorti dubbi sul conteggio delle schede, tanto da aver suggerito al suo schieramento di sospendere ogni valutazione definitiva fino al completamento dello scrutinio ufficiale (ancora non terminato). I conteggi disponibili erano quelli effettuati dalla società privata dei fratelli Bautista, dunque non ufficiali. Questione che aveva spinto lo stesso presidente uscente, Gustavo Petro, anch’egli del Pacto Historico, a dichiarare sul suo account X: «Il cosiddetto conteggio trasmesso non ha forza vincolante. I suoi dati non sono di dominio pubblico. Come presidente, non accetto i risultati del conteggio preliminare effettuato dalla società privata dei fratelli Bautista, perché, nonostante gli algoritmi del software di conteggio e scrutinio dovrebbero rimanere statici, nell'ultima settimana sono stati modificati tre volte e sono state aggiunte 800.000 carte d'identità di persone che non figurano nel censimento ufficiale presentato». «Pertanto, e in conformità alla legge, accetterò i risultati solo quando le commissioni elettorali, dirette dai giudici della Repubblica, confermeranno gli esiti del giorno delle elezioni».
Nel suo discorso di quasi 20 minuti, riferisce il quotidiano spagnolo El País (1 giugno), Cepeda non ha parlato di nuove strategie per ampliare il suo elettorato in vista del secondo turno, preferendo concentrare il suo messaggio sulla necessità di avviare quel dibattito elettorale che aveva evitato durante la campagna per il primo turno delle elezioni presidenziali. Ha tuttavia ribadito con fermezza che non avrebbe accettato unilateralmente alcuna condizione imposta dall'estrema destra: «Non mi lascerò sottomettere in alcun modo. Non mi farò assoggettare alla politica dello spettacolo e del furto», ha dichiarato.
«Siamo stati molto chiari sul fatto che ci sarà uno scontro politico. Non abbiamo mai negato la decisione di organizzare un dibattito. Abbiamo solo affermato che devono esserci regole chiare». L’incontro dovrebbe essere fra i due candidati: «Che venga da solo, e qui troveremo un'intesa sulle questioni importanti per il Paese. Che la discussione verta su programmi, idee e argomentazioni, non sulle sue pratiche».
E anche campo e guida dell’incontro dovranno essere neutri, ha aggiunto Cepeda rifiutandosi di accettare l’espressa disponibilità della rivista Semana a moderare il dibattito, come proposto da De la Espriella: «La rivista Semana è chiaramente schierata a favore di uno dei candidati in questa campagna elettorale, e non lo negano».
Cepeda e De la Espriella si “rivedranno” il 21 giugno, al secondo turno di queste presidenziali 2026.
*Foto ritagliata di IvanCepedaCastro tratta da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza
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