Nessun articolo nel carrello

Ok definitivo del Parlamento UE (e del governo Meloni) al Regolamento che minaccia 25 anni di

Ok definitivo del Parlamento UE (e del governo Meloni) al Regolamento che minaccia 25 anni di "OGM free"

L’allarme era stato lanciato già il 20 dicembre 2025 (v. Adista online del 23/12/2025), quando il movimento internazionale di contadini “La Via Campesina”, il suo Coordinamento Europeo (ECVC) e l’Associazione Rurale Italiana avevano puntano il dito contro il governo italiano, che al Coreper – il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dei Paesi membri dell’UE, organo preparatorio del Consiglio dell'UE – aveva appoggiato con convinzione la «scellerata decisione» di deregolamentare i “nuovi OGM” vegetali, ottenuti con le Nuove Tecniche Genomiche (NGT) con la solita scusa di accrescere la competitività delle aziende europee. Qual è la differenza sostanziale tra OGM e NGT (anche dette Tecniche di Evoluzione Assistita). Per farla semplice: nel caso degli OGM si inserisce nel Dna della pianta un gene proveniente da una specie diversa; nel caso delle NGT, invece, si agisce solo sul Dna della pianta stessa, o incrociando specie affini, stimolando e replicando mutazioni che potrebbero darsi anche in natura, con tempi, modi e precisione però non certi.

Insomma, denunciavano le associazioni, il governo italiano “sovranista a targhe alterne” si è schierato decisamente a favore della deregolamentazione, gettando alle ortiche 25 anni di agricoltura OGM Free, mettendo in pericolo il comparto bio e il Made in Italy alimentare.

Un iter concluso. Male...

Dopo il voto del 19 dicembre 2025 al Coreper, la proposta ha superato lo “screening tecnico” della Commissione ENVI (per l'ambiente, il clima e la sicurezza alimentare) del Parlamento Europeo il 28 gennaio 2026, con il voto favorevole dei partiti italiani di centrodestra e di qualche rappresentante dell’opposizione. Il provvedimento ha poi passato il vaglio del Consiglio dell’UE il 21 Aprile 2026, con pieno sostegno anche del nostro ministro dell'Agricoltura. Il voto favorevole definitivo alla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo – e così arriviamo ad oggi – è datato 17 giugno 2026. Per parte italiana, hanno espresso voto favorevole Fratelli d'Italia (gruppo ECR), Forza Italia (PPE), Lega (PfE), con anche i centristi di Renew. Contrari i rappresentanti europei del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, affermando il “principio di precauzione” sulle nuove tecnologie genetiche. Il PD ha espresso un voto prevalentemente contrario o di astensione, dopo che il gruppo S&D ha provato senza successo ad emendare il testo a protezione delle colture biologiche.

Associazioni contro

21 associazioni italiane – AIAB, ARCI, Assobio, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica, Associazione Rurale Italiana, Centro Internazionale Crocevia, Demeter Italia, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, Federbio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu, Movimento Consumatori, Navdanya International, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Terra!, WWF Italia – hanno definito «gravissimo» il voto a Strasburgo. «Il Regolamento produrrà una completa deregolamentazione dei nuovi OGM: dispone infatti l’abolizione della valutazione dei rischi, della tracciabilità e dei metodi di identificazione e rilevamento, delle norme in materia di responsabilità e delle misure di protezione contro la contaminazione, nonché dell’etichettatura dei prodotti per i consumatori. Oltretutto, i paesi membri dell’UE non potranno avvalersi dell’opt out, cioè della facoltà di vietare la coltivazione sul proprio territorio, oggi applicata da due terzi dei paesi membri e da alcune regioni. Questi pilastri della Direttiva 2001/18 sugli OGM non varranno per le NGT, che potranno circolare liberamente nel mercato e negli ecosistemi, senza trasparenza e senza monitoraggio pre e post commercializzazione».

Inoltre, per la legge sulla proprietà intellettuale, le NGT resteranno equiparate agli OGM, «tutte coperte da brevetti, di proprietà di poche grandi multinazionali del settore sementiero come Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta, KWS, Limagrain e Basf». Il che esporrà i piccoli e medi agricoltori alla minaccia constante di assurde violazioni di proprietà intellettuale, tutte da dimostrare in caso di contaminazione o evoluzione naturale delle piantagioni, dal momento che i tratti genetici sono gli stessi presenti in natura.

«Di fronte a questo grave arretramento normativo», dichiarano le 21 associazioni, «rivolgiamo un appello a cittadini, organizzazioni contadine, enti locali, organizzazioni sociali, istituzioni nazionali e territoriali di utilizzare ogni strumento disponibile per contrastare e limitare gli effetti della deregolamentazione, opporsi alla concentrazione del potere nelle mani delle multinazionali sementiere e salvaguardare la sovranità alimentare dei nostri territori, nella difesa della biodiversità, dei diritti degli agricoltori alle sementi e del diritto a produrre e consumare cibo libero da OGM».

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.