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"Curare non è un crimine": appello per la liberazione di 14 medici palestinesi detenuti da Israele

Un "Appello urgente per il rilascio di 14 medici di Gaza detenuti da Israele" è stato lanciato dall’organizzazione umanitaria “Physicians for Human Rights Israel” e, in Italia, rilanciato da “Medici per i Diritti Umani” (Medu), che su change.org pubblica una petizione dal titolo: “Curare non è un crimine. MEDU chiede la liberazione dei medici di Gaza detenuti da Israele”.

I 14 medici palestinesi – Musab Samaan, Omar Amar, Ahmad Musa, Nahad Abu Taima, Medhat Abu Tabng’a, Husam Abu Safiya, Murad Alkuka, Mahmud Hallak, Hamza Abu Sabha, Ahmad Shahada, Hassan Almukayed, Raed Mahdi, Akram Abu Odeh, Muhammad Ubaid – sono stati incarcerati «dalle autorità israeliane senza accuse formali e senza adeguate garanzie processuali», spiega Medu nella nota che annuncia la petizione, rivolta «in particolare alla comunità medica e sanitaria, agli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, alle società scientifiche, alle reti sanitarie, agli ospedali e a tutte le professioniste e i professionisti della salute».

Al mondo sanitario Medu chiede «una presa di posizione pubblica a sostegno dell'appello di PHRI per la liberazione immediata» dei 14 colleghi palestinesi «e di tutti gli operatori sanitari palestinesi di Gaza detenuti illegalmente o arbitrariamente. Questi medici non sono figure lontane. Sono professionisti che condividono con noi la responsabilità di curare. In condizioni estreme, hanno continuato ad assistere feriti, malati e persone prive di alternative assistenziali. La loro detenzione non colpisce soltanto la libertà individuale di ciascuno: sottrae competenze sanitarie essenziali a una popolazione civile già privata di un accesso adeguato alle cure».

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