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Da don Milani a padre Balducci, l’uguaglianza come impegno. Concluso l’84° Corso di studi cristiani della Pro Civitate Christiana

Da don Milani a padre Balducci, l’uguaglianza come impegno. Concluso l’84° Corso di studi cristiani della Pro Civitate Christiana

ASSISI (PG)-ADISTA. L’eredità di don Lorenzo Milani e di padre Ernesto Balducci, due figure capaci di interrogare ancora il presente sul significato concreto dell’uguaglianza, ha segnato le battute finali dell’84° Corso di Studi Cristiani della Pro Civitate Christiana, che si è svolto alla Cittadella di Assisi dal 20 al 23 agosto sul tema “L’uguaglianza che ci manca”.

Tra gli appuntamenti che hanno caratterizzato le giornate del Corso, l’inaugurazione della mostra “Gianni e Pierino. La scuola di Lettera a una professoressa”, realizzata dalla Fondazione Don Lorenzo Milani, ha riportato al centro l’esperienza della scuola di Barbiana e la sua radicale domanda di uguaglianza.

Attraverso fotografie d’archivio, testi e parole tratte da Lettera a una professoressa, il percorso espositivo racconta una scuola nata dalla convinzione che “il sapere rende uguali” e che l’istruzione debba essere prima di tutto uno strumento di emancipazione per chi parte da una condizione di svantaggio.

Un messaggio che conserva intatta la propria attualità. Come ha ricordato Agostino Burberi, presidente della Fondazione Don Milani e allievo di Barbiana, nella scuola di don Milani «sul nostro tavolo c’è sempre stato Vangelo e Costituzione»: una scuola chiamata a riscattare la condizione degli ultimi e a trasmettere ai giovani il valore dell’impegno sociale.

I pannelli della mostra ripercorrono così i grandi interrogativi posti dall’esperienza di Barbiana: quale scuola costruire, quali contenuti trasmettere, quali metodi adottare? Ne emerge l’idea di una scuola inclusiva, esigente e capace di formare cittadini liberi e sovrani; una scuola nella quale la cultura non diventi strumento di selezione, ma occasione per dare a ciascuno gli strumenti necessari per comprendere il mondo e partecipare alla vita collettiva.

Un richiamo particolarmente significativo all’interno di un Corso dedicato all’uguaglianza, che nelle diverse sessioni ha messo a confronto prospettive economiche, costituzionali, sociali ed ecclesiali sulle disuguaglianze contemporanee.

La giornata di sabato 22 agosto ha visto un altro momento particolarmente significativo per la storia della Cittadella: l’intitolazione della Sala San Giovanni a padre Ernesto Balducci, figura profondamente legata alla Pro Civitate Christiana e protagonista del dibattito culturale ed ecclesiale del Novecento. L’intitolazione è stata accompagnata dalla presentazione del libro di Balducci, Francesco, l’uomo nuovo.

Padre Sergio Sereni, confratello di Balducci e provinciale degli Scolopi a Firenze, ha definito il volume il suo “testamento spirituale”. Al centro, l’idea dell’“uomo nuovo” come uomo della pace: una possibilità già presente nell’essere umano e che occorre far maturare. Nella lettura di Balducci, Francesco non cerca di cambiare la Chiesa dall’alto, ma sceglie i margini, fino alla rinuncia al ruolo di superiore del suo ordine e all’esperienza di La Verna accanto al Cristo crocifisso. Durante l’incontro Renzo Salvi ha inoltre ricordato, anche attraverso un video dello stesso Balducci, il rapporto che lo legava alla Pro Civitate Christiana. Balducci apprezzava in particolare il clima dei Corsi di Studi della Cittadella, nei quali riconosceva uno spazio capace di rendere possibile il dialogo fra le diverse espressioni della fede cattolica.

L’intitolazione della Sala San Giovanni assume così anche il valore di una dichiarazione d’intenti: custodire una memoria non per trasformarla in celebrazione, ma perché continui a provocare domande e a generare confronto nel presente.

Ieri, domenica 23 agosto, l’ultimo incontro, dedicato a “Non c’è uguaglianza senza pace”, con gli interventi di Tommaso Greco, filosofo del diritto, e Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria. Una conclusione che riconduce al cuore delle quattro giornate di Assisi: interrogarsi sull’uguaglianza significa chiedersi non soltanto quali diritti affermare, ma quali condizioni sociali, culturali ed ecclesiali costruire perché quei diritti possano diventare realmente accessibili a tutti. Una domanda che, dalla scuola di Barbiana al pensiero di Ernesto Balducci, arriva direttamente alle disuguaglianze e ai conflitti del nostro presente.

Foto Pro Civitate Christiana

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