Fuori dai palazzi, dentro le lotte. Ancora! Campagna abbonamenti 2027
Tratto da: Adista Notizie n° 39 del 14/11/2026
Adista si è sempre preoccupata di dare voce a un mondo refrattario alle logiche del potere e alla contiguità con interessi finanziari a livello locale e globale; di dare voce a una Chiesa lontana dai sacri palazzi e più vicina alla prospettiva evangelica, più plurale e più in ascolto di chi è vittima di politiche che violano la dignità dell’essere umano. La finanza e il profitto infatti imperano nello sfruttamento della Terra e di grandi masse di persone, costrette a spostarsi dai loro Paesi d’origine nella speranza, spesso negata, di una vita dignitosa.
La Chiesa, in questo mondo, reclama una più esistenziale lotta che torni a mettere al centro la vita e non la rapina del nostro pianeta; la pace e la diplomazia e non le armi; che consideri gli organismi in-ternazionali luogo di composizione dei conflitti e di perequazione delle ingiustizie invece che inutili relitti di un passato che ormai non c’è più. Che insista su una relazione multilaterale tra i Paesi e tra i popoli, rifiutando l’egemonia di superpotenze che stanno alimentando una guerra sempre più “calda”. La Chiesa di Francesco e oggi quella di Leone si sono schierate con nettezza e stanno tentando di costituire uno dei pochi riferimenti ancora credibili e in grado di farsi ascoltare da masse consistenti di opinione pubblica non solo cattolica sui temi della pace, del disarmo, del dialogo tra i popoli. Questa prospettiva va sostenuta perché le religioni possono riscattare il loro passato di strumenti al servizio dei potenti per diventare voce delle istanze di fraternità tra i popoli.
Adista in questi anni ha cercato di intercettare tutte queste voci, nelle comunità di fede, unendole al-le tante mobilitazioni sociali e politiche che – fortunatamente – questi difficili tempi sono ancora in grado di produrre.
L’impegno per un mondo “altro” passa anche dalla capacità di rimanere vigili, di informarsi, di tenere insieme realtà diverse che nella Chiesa si impegnano per realizzare obiettivi comuni. L’informa-zione indipendente resta uno strumento fondamentale di comprensione della realtà, specie in un contesto ormai egemonizzato da grandi gruppi editoriali e dai social media che fanno capo a poteri in-teressati a orientare il dibattito pubblico.
Adista da ormai 60 anni continua a informare e a sensibilizzare i suoi lettori su tutto ciò che avanza in direzione ostinata e contraria al caos, alla sopraffazione, alla guerra. A dare coscienza, a sostenere l’impegno di tanti costruttori di alternative.
Più in particolare, Adista si occupa di quanto si muove (o non si muove) nell’ampia questione dell’immigrazione, spesso ridotta a un problema securitario, e della giustizia sociale e climatica; a quanto si muove (o non si muove) nella realtà ecclesiale di base: dal ruolo delle donne e la denuncia del patriarcato e del clericalismo al racconto del fenomeno sistemico degli abusi; dai nuovi fermenti di pensiero teologico alle riflessioni politiche sulla scuola e sull’insegnamento della religione cattolica; dai diritti e dalle iniziative del mondo LGBTQ+ allo sviluppo del magistero e ai suoi orientamenti; dal-la crisi del ministero ordinato all’apertura ai preti sposati e ai viri probati, fino alle riflessioni sull’eti-ca dell’intelligenza artificiale.
Sostenere Adista significa sostenere un presidio di libertà, significa credere in questa visione di Chiesa, di società, di rapporti tra le nazioni e tra i popoli. E contribuire a immaginare e costruire quel mondo “altro” di cui oggi abbiamo disperatamente bisogno.
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