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COLPEVOLE DI TROPPO VANGELO. LA CURIA DI FIRENZE RIMUOVE DON ALESSANDRO SANTORO

Tratto da: Adista Notizie n° 111 del 07/11/2009

35266. FIRENZE-ADISTA. Alle Piagge, popolare quartiere alla periferia nord-ovest di Firenze, don Alessandro Santoro ci era arrivato, da giovane prete, nel 1994. Poi, nel 1996, l’allora arcivescovo della città, il card. Ennio Antonelli, gli aveva formalmente affidato la cura della comunità. Con alcuni abitanti, aveva dato vita ad una vivacissima realtà ecclesiale di base che a poco a poco, grazie all’aiuto di tante laiche e laici, ha contribuito ad animare un quartiere spesso caratterizzato da situazioni di degrado e marginalità. Erano così via via nati diversi progetti autogestiti: una bottega delle economie solidali; il Fondo Etico e Sociale, per finanziare progetti di promozione del territorio, il 'progetto Villore', esperienza di agricoltura biologica, accoglienza, vita in comune in Mugello; il doposcuola per i bambini; la scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; le attività di recupero e riciclaggio dei rifiuti; quelle per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; il laboratorio politico “Cantieri solidali” che partecipa attivamente alla vita civile della città; la casa editrice Edizioni Piagge; la testata l'Altracittà, un giornale che racconta la città di Firenze con una particolare attenzione al quartiere ed ai problemi delle periferie; il centro sociale “Il Pozzo”, che ha sede in un prefabbricato dove si svolgono durante la settimana gran parte degli incontri e delle iniziative della comunità e dove ogni domenica don Santoro celebra la messa.

Eucarestia che alle Piagge don Santoro d’ora in poi non potrà, suo malgrado, più celebrare. Il prete è stato infatti rimosso dal suo incarico dal vescovo di Firenze, mons. Giuseppe Betori. La sua ‘colpa’, quella di aver sposato in chiesa, il 25 ottobre scorso, Sandra Alvino e Fortunato Talotta. Un matrimonio “fuori dai canoni” ecclesiastici, a giudizio della Curia di Firenze. Sandra, 64 anni, è infatti nata uomo, anche se già dal 1974, dopo un’operazione per cambiare sesso realizzata a Londra, era diventata a tutti gli effetti una donna; tanto che lo Stato italiano le aveva permesso, nel 1982, di sposare con rito civile l’uomo che amava già da diversi anni. Sandra, cattolica praticante, aveva però sempre desiderato coronare la sua storia d’amore ormai trentennale davanti all’altare, con il rito religioso. Così, dopo un cammino all’interno della comunità delle Piagge, già lo scorso anno don Santoro si era detto disposto a sposare in chiesa lei e Fortunato. Poi però, il 15 gennaio 2008, poco prima che le nozze fossero celebrate, arrivò il diktat del card. Antonelli, che obbligò don Alessandro a fare, seppure a malincuore, un passo indietro (v. Adista n. 11/08).

Ma alla fine l’obbedienza alla gerarchia nulla ha potuto di fronte alla necessità di obbedire al precetto di amore del Vangelo. Da questa obbedienza don Santoro, come egli stesso ha spiegato durante l’omelia pronunciata il 25 ottobre di fronte agli sposi e a tutta la comunità, non ha potuto esimersi. Così, puntuale, la sera stessa del 25, è arrivato il comunicato della Curia di Firenze nel quale la celebrazione avvenuta alla Piagge viene bollata come la “simulazione di un sacramento”, “un atto privo di ogni valore ed efficacia, in quanto mancante degli elementi costitutivi del matrimonio religioso che si voleva celebrare”. Una scelta, quella di don Santoro che, secondo la Curia, “assume particolare gravità in quanto genera inganno nei riguardi delle due persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato un sacramento laddove ciò era impossibile, nonché sconcerto e confusione nella comunità cristiana e nell'opinione pubblica, indotta a pensare che per la Chiesa siano mutate le condizioni essenziali per contrarre matrimonio canonico”. Per questo, conclude seccamente il comunicato, all'arcivescovo non resta “che riconoscere con dolore e preoccupazione questo dato di fatto”, sollevando don Alessandro Santoro “dalla cura pastorale della comunità delle Piagge” e chiedendogli “di vivere un periodo di riflessione e di preghiera”. Insomma, parroco rimosso, matrimonio nullo. Nullo, forse, per le leggi della Chiesa. Infatti, come lo stesso don Santoro aveva ricordato rivolgendosi a Sandra e Fortunato durante l’omelia, nessun provvedimento della Curia avrebbe potuto cambiare la realtà, perché “voi siete una coppia di credenti che vive nella Chiesa il suo essere coppia e questo il Dio della Vita benedice e accarezza”. (valerio gigante)

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