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Verso “Firenze 2” / Appello “Il Vangelo ci libera e non la legge”

Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 116 del 14/11/2009

Cari amici, il 16 maggio scorso, quanti eravamo convenuti per ridirci Il Vangelo che abbiamo ricevuto, ci siamo lasciati con la volontà comune di rivederci. In questi mesi, il gruppo dei primi firmatari si è perciò ritrovato più volte per programmare il prossimo incontro.

Lasciata alle nostre spalle la necessità di dar voce ancora una volta al disagio di tanti nella chiesa di oggi, abbiamo pensato a un argomento forte, capace di portare a una maggiore autenticità della nostra esperienza cristiana. Come la volta precedente, non vogliamo parlare contro nessuno, ma preferiamo riflettere sui fondamenti e sui dati originari della nostra fede.

A tale proposito ci è sembrato che, nella mentalità prevalente, il Vangelo rischi di essere ridotto a codice di comportamento morale, mentre esso è soprattutto l’annuncio dell’amore del Padre, quale si è manifestato e reso disponibile a tutti nella persona di Gesù morto e risorto. A chi accoglie nella fede questo vangelo è stato comunicato il dono dello Spirito e della vita riconciliata. La voce di Paolo (Rom 11, 32) ci ha annunziato che Dio ha rinchiuso tutti nel peccato (e pertanto ci riconosciamo come comunità di peccatori) ma a tutti ha usato misericordia (e pertanto sappiamo di essere comunità di riconciliati). La stessa voce ci dice che chi si affidasse alle strade della Legge resterebbe nell’impotenza della carne (Rom 8, 1-8). D’altra parte il vangelo del Regno predicato da Gesù ci fa chiedere di essere liberati dal male e dunque ci rende attenti a quest’ombra di morte che ci sovrasta.

La riduzione del Vangelo a codice di etica svilisce e copre questa verità paradossale della condizione dei credenti. Invece, solo restando dentro tutta l’ampiezza e la profondità del vangelo, è possibile parlare a noi stessi, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle dentro e fuori della chiesa visibile, per sperimentare assieme a tutti la potenza liberante del Vangelo.

Come per il 16 maggio scorso, questo invito non vuole escludere nessuno, né comunità né singole persone; ma tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni saranno i benvenuti non da ospiti o stranieri,  ma come concittadini della città dei santi. E, con il metodo già sperimentato, che è quello sinodale, ognuna/o di Voi è invitata/o a reagire a questa lettera, a esprimere la propria valutazione dell’oggi ecclesiale con riferimento all’argomento e a suggerire indicazioni per i relatori. I vostri interventi saranno comunicati a tutti coloro che hanno sottoscritto il nostro manifestino iniziale e che hanno partecipato al precedente incontro, oltre ad essere presi in seria considerazione da coloro che introdurranno la riflessione comune.

 

La giornata, che inizierà alle ore 9 e terminerà alle 18, avrà i seguenti momenti:

un saluto e un’introduzione breve di Paolo Giannoni; una relazione esegetica di Romano Penna su «Il Vangelo fine della Legge: Gesù e Paolo»; un tentativo di attualizzazione della tematica da parte di Giuseppe Ruggieri: «Oltre il demone dell’etica: il Padre di Gesù»; un’analisi de «La situazione attuale della chiesa», frutto di un seminario curato da Maria Cristina Bartolomei e Italo De Sandre, di cui daremo ulteriori notizie;  il racconto di un paio di esperienze reali che facciano emergere il volto di una chiesa attenta al primato del vangelo nell’approccio alla contraddizione umana e il confronto; uno spazio consistente sarà dedicato alla preghiera comune; un intervento finale di Paolo Giannoni chiuderà l’incontro.

La novità rispetto alla volta scorsa è lo spazio dedicato alla preghiera a metà giornata e l’introduzione di alcune testimonianze per una descrizione in positivo di una chiesa attenta al vangelo.

Per articolare in maniera più precisa i vari momenti, soprattutto quello del confronto comune che deve essere il più ampio possibile (l’altra volta abbiamo sperimentato come, accettando di parlare per 3-5 minuti l’uno, tutti coloro che lo desideravano abbiano avuto la possibilità di parlare), aspettiamo le reazioni e le Vostre proposte.

Paolo Giannoni, Giuseppe Ruggieri, Angelina Alberigo, Maria Cristina Bartolomei, Simona Borello, Ursicin G. G. Derungs, Luciano Guerzoni, Licinia Magrini, Giovanni Nicolini, Enrico Peyretti, Ugo Gianni Rosenberg, Silvia Scatena, Alberto Zanobini.

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